Benessere vitamine

La vitamina D protegge dal Covid la conferma da uno studio scientifico

Secondo lo studio dell’Accademia di Medicina di Torino i dati riportati permetterebbero di considerare l’utilizzo della Vitamina D sia per la prevenzione che per il trattamento dei pazienti Covid-19

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/23-12-2020/la-vitamina-d-protegge-dal-covid-la-conferma-da-uno-studio-scientifico-500.jpg La vitamina D protegge dal Covid la conferma da uno studio scientifico

Più informazioni acquisiscono gli scienziati dai dati empirici, più aumenta la conoscenza del Covid 19 e di conseguenza dei modi per contrastarlo. L’appello dell’Accademia di Medicina di Torino riporta molti dati, tra cui quelli di un’osservazione di 6 settimane su 154 pazienti affetti da Covid 19. Il 31,86% degli asintomatici aveva una carenza di vitamina D, percentuale che sale al 96,82% tra i ricoverati in terapia intensiva.
La vitamina D può proteggere dal coronavirus. Già ad inizio pandemia erano emerse numerose evidenze che suggerivano ciò e -nel corso dei mesi- oltre 300 ricerche, condotte nei laboratori di tutto il mondo, indicano chiaramente che la carenza della suddetta aumenta in maniera importante il pericolo di contrarre l’infezione da COVID-19, di ricovero e di mortalità. Di conseguenza, essa non rappresenta una cura o un farmaco, ma un valido strumento per ridurre il contagio. La vitamina D aiuta i pazienti malati a rafforzare le difese, ma non solo: aumentare anche lo schermo protettivo di chi è sano e rischia di ammalarsi di Covid. Ora lo conferma uno studio scientifico dell’Accademia di Medicina di Torino, coordinato dai professori Giancarlo Isaia e Antonio D’Avolio insieme ad altri 61 medici di molte città italiane. La vitamina D protegge dal Covid. Convincenti evidenze scientifiche sugli effetti positivi della vitamina D, sia nella prevenzione che nelle complicanze del coronavirus. L’Accademia di Medicina di Torino ha elaborato un documento che è stato inviato alle principali autorità sanitarie nazionali e regionali circa la relazione tra Covid-19 e vitamina D. La carenza di vitamina D si sviluppa nei pazienti affetti da Covid-19 in conseguenza di differenti meccanismi fisiopatologici, ma forse anche a seguito di una ridotta disponibilità di 7-deidrocolesterolo e di conseguenza del suo metabolita colecalciferolo, per la marcata riduzione della colesterolemia osservata nei pazienti con forme moderate o severe di Covid-19. La presenza di ipovitaminosi D nella maggioranza dei pazienti affetti da Covid-19, soprattutto se in forma severa e di una più elevata mortalità (OR 3,87) ad essa associata, spinge verso un intervento potenzialmente utile a tutta la popolazione anziana, che in Italia è in larga misura carente di vitamina D.

Quali sono le conclusioni dello studio torinese?
Anche se sono necessari ulteriori studi controllati, la vitamina D sembra quindi più efficace contro il Covid-19 (sia per la velocità di negativizzazione, sia per l’evoluzione benigna della malattia in caso di infezione) se somministrata con obiettivi di prevenzione (Balla M et al.), soprattutto nei soggetti anziani, fragili e istituzionalizzati. In Gran Bretagna invece, e prima ancora in Scozia, con disposizione governativa, è stata recentemente disposta la supplementazione di vitamina D a 2,7 milioni di soggetti a rischio di Covid-19 (gli anziani, la popolazione di colore e i residenti nelle RSA) con un’operazione che alla Camera dei Comuni è stata definita “low-cost, zero-risk, potentially highly effective action”.

Facciamo il “pieno” di vitamina con i cibi che contengono vitamina D
Ad ogni modo, tutti possono aumentare l’apporto di vitamina D, nella vita quotidiana. Come?
Ecco i cibi che contengono più vitamina D in assoluto.
Innanzitutto la trota salmonata e il salmone: un etto di trota salmonata da allevamento porta 16 microgrammi di vitamina D; il salmone affumicato 17 microgrammi all’etto e quello in scatola 15. Trota e salmone, dunque, sugli scudi! Poi anche un altro pesce in scatola: lo sgombro, che contiene 14 microgrammi per ogni etto che mangiamo. Pesci soprattutto, quindi, ma non solo: anche le uova contengono la vitamina D: due uova ci apportano 2 microgrammi. Come… “contorno” puntare su funghi e come dolce sul cioccolato fondente che hanno pure una discreta riserva di vitamina D. Una curiosità: la vitamina D si assorbe anche solo stando al sole. Certo in inverno è un po’ difficile, ma mezz’ora di sole al giorno aiuterebbe eccome!


© Riproduzione riservata