Benessere Consigli alimentari

La dieta del ghiacco fa dimagrire? la nutrizionista ci spiega cosa non va

Cos’è la dieta del ghiaccio, teorizzata dal dottor Brian Weiner, specializzato in gastroenterologia? Fa dimagrire veramente? Ecco cosa sapere.

Mangiare ghiaccio fa dimagrire? la nutrizionista ci spiega che cosa non va

Mangiare ghiaccio fa dimagrire? Ecco la nutrizionista spiega che cosa c’è che non
va nelle soluzioni alla moda
Molto spesso i trend dimagranti non hanno una base scientifica, creano delle carenze nutrizionali gravi o degli scompensi metabolici.
Se masticare ghiaccio potrebbe sembrarti divertente, sappi che non è un modo conveniente per bruciare calorie. Anche se è possibile che tu possa perdere un po' di peso, probabilmente lo recupererai non appena smetterai di ingozzarti di cubetti. E c’è di più, perché le controindicazioni riguardano anche altri aspetti del corpo. Quali?

Scopriamo i consigli della nutrizionista sulla dieta del ghiaccio 
Negli ultimi mesi si è tornati anche a parlare della cosiddetta dieta del ghiaccio. La Ice Diet, diventata famosa grazie a Renee Zellweger, che pare abbiamo eliminati i chili di troppo alla Bridget Jones, masticando cubetti di ghiaccio.
Il metodo è stato consigliato per la prima volta dal gastroenterologo americano Brian Weiner del Jersey City Medical Center (attraverso il fortunato ebook The Ice Diet) e pare che sia piaciuto molto a celebrities e atleti come Daniel Craig, Demi Moore, Usain Bolt, Jennifer Lopez, Jessica Alba e David Beckham.
Questa cura dimagrante si basa sulla stimolazione del metabolismo attraverso il consumo di bevande e cibi ghiacciati: ingerendo una quantità significativa di ghiaccio, l’organismo sarebbe costretto a consumare energia per ristabilire la temperatura a valori normali.
Weiner sostiene che l’ingestione di un litro di ghiaccio permetta di bruciare circa 160 calorie e che i cibi e le bevande ghiacciate aumentino il senso di sazietà, una combinazione che, accanto alla pratica di esercizio fisico e a un’alimentazione sana, dovrebbe far dimagrire facilmente.
Sul sito internet dedicato, il medico americano racconta che l’idea della dieta del ghiaccio ha preso forma quando lui stesso era intento a perdere peso. Dovendo fare attenzione ai valori nutrizionali degli alimenti, Weiner si rende conto che le calorie indicate sulle etichette dei gelati sono errate poiché non tengono conto dell’energia necessaria per digerire il ghiaccio. Da tale intuizione, il gastroenterologo formula uno schema alimentare volto a stimolare il metabolismo basale tramite il consumo giornaliero di un litro di ghiaccio.
Weiner sostiene che l’ingestione di un litro di ghiaccio permetta di bruciare circa 160 calorie e che le bevande ghiacciate aumentino il senso di sazietà

La parola alla dietologa 
Stefania Ruggeri, ricercatrice e nutrizionista del Crea – Alimenti e Nutrizione ci dice cosa ne pensa
- Senza mettere in discussione la reale efficacia dell’ingestione di ghiaccio, il consumo di 160 calorie al giorno della dieta del dottor Weiner può essere incisivo al fine della perdita di peso?
Da una lettura più attenta della dieta di Weiner, gli effetti della perdita di peso sono probabilmente più legati all’impostazione nutrizionale: questa dieta assomiglia molto a una dieta iperproteica nella quale sono quasi del tutto eliminati gli alimenti ricchi in carboidrati e preferiti alimenti di origine animale. Ovviamente, grazie a questo pattern alimentare, almeno in un primo periodo si riesce a perdere peso. Direi però che è necessario essere molto precisi nel valutare un tale genere di proposte, dato che la maggior parte delle diete di moda sono delle vere e proprie diete mascherate. In questo caso, per esempio, si racconta dell’efficacia dei cubetti di ghiaccio e si omette di specificare che si tratta di una dieta ipocalorica e a base prevalentemente proteica.
- Il consumo di ghiaccio è consigliato anche per aumentare il senso di sazietà, ma è davvero possibile contrastare la fame mangiando del ghiaccio? In qualità di dietologa, come spuntino, consiglierebbe di mangiare un ghiacciolo con zuccheri raffinati e poche calorie o un alimento più calorico, ma anche più ricco di principi nutritivi?
L’assunzione del ghiaccio, sicuramente non piacevole per il nostro palato, può bloccare in parte il senso di fame. Non ritengo però assolutamente che il ghiacciolo, ricco di zuccheri che vanno rapidamente in circolo e rischiano di provocare il picco glicemico, sia una proposta valida. Non dobbiamo mai dimenticare che le diete non funzionano solo per riduzione delle calorie o per aumento del dispendio energetico, come in questo caso per l’effetto del ghiaccio, ma anche per la regolamentazione di ormoni importanti come l’insulina. È ormai risaputo che un corretto funzionamento di quest’ormone è efficace nel determinare una perdita di peso.
Forse la dieta ‘fai da te’ più seguita è l’iperproteica alla Dukan, che prevede di mangiare tutte le proteine che si vogliono, senza o con pochissimi carboidrati
- Capita che siano delle figure professionali adeguatamente titolate a pubblicizzare schemi alimentari come quelli della dieta del ghiaccio. Com’è possibile? Le critiche mosse a queste diete sono esagerate?
Non sono in linea di principio contraria a proposte dietetiche nuove, ma devono essere corroborate da studi scientifici numerosi e validi prima di essere diffuse. Occorre verificarne prima l’efficacia e la possibilità di applicazione alle diverse fasce di popolazione. Per quanto riguarda la dieta del ghiaccio, a parte una pubblicazione di Weiner, non compaiono ricerche applicate. Quindi per ora è un’intuizione non supportata da forti evidenze.
- Quali sono le corrette abitudini alimentari per mantenere uno stato di salute ottimale? Anche rispetto al numero di pasti da fare al giorno.
Mangiare bene significa essere capaci di instaurare un rapporto equilibrato con il cibo e non ricercare negli alimenti soddisfazioni e appagamento che non troviamo in altro. Poi, sicuramente, scegliere cibo di qualità, sedersi a tavola, gustare le pietanze e ridurre le quantità (siamo nell’epoca della sovrabbondanza). Il numero dei pasti? Tre per gli adulti: colazione, pranzo e cena; cinque per bambini e adolescenti che, dovendo crescere, hanno necessità anche di due merende, una a metà mattinata e una nel pomeriggio
 


© Riproduzione riservata