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13/03/2013 16:21

Bentornato

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Il più amato dagli sciclitani

di Giuseppe Savà

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Il Gioia restaurato
Il Gioia restaurato

Scicli – La statua del Cristo Risorto di Scicli è un’opera d’arte di bellezza impareggiabile. Sarebbe da criminali esporla alla pioggia.

La diagnosi è del restauratore, uno dei più autorevoli e bravi in Sicilia, Giovanni Calvagno, che ha avuto in cura per oltre due mesi il Gioia, l’Uomo Vivo, come lo chiamano a Scicli: un dio greco alto due metri e quindici centimetri, frutto dell’arte di Francesco Pastore, scultore settecentesco, che da un tronco di tiglio ha maieuticamente fatto nascere l’immagine della Risurrezione sciclitana, incarnata da un Cristo Re gioioso e solare.

L’anno scorso la statua uscì in processione nonostante la pioggia. La bandiera, con i suoi filamenti metallici, sbatacchiò il manufatto artistico, che si impregnò d’acqua e fu sottoposto a incredibili e insopportabili sollecitazioni.

Un errore non più ripetibile, costato seimila euro. Cinquemila il restauro della statua, 800 euro il restauro della bandiera del Cristo. Millecinquecento i soldi che gli sciclitani hanno devoluto all’arciconfraternita di Santa Maria La Nova per spesare l’intervento. Il resto dei soldi li hanno messi due confrati, che hanno anticipato di tasca propria in attesa di recuperare le somme in occasione della Pasqua 2013. Il presidente dell’arciconfraternita, Giovanni Agosta è categorico: “Se il giorno di Pasqua dovesse piovere, dal 2013 in poi, la statua non uscirà. E’ la condizione per permettere ai nostri figli e ai nostri nipoti di conoscere questa straordinaria festa”.

Non si transige. Il restauratore ha curato anche il tarlo, ha fatto una importante manutenzione pittorica, eliminando rigonfiamenti e piccole crepe. Un lavoro in punta di cesello, per ripristinare le pellicole, i pigmenti di colore e di incarnato.

La statua è unica per la bellezza e vividezza del Redentore. E’ pensabile, grazie alle moderne tecnologie, di crearne un calco, così come è stato fatto in questi giorni per l’Ercole di Cafeo di Modica grazie a un espediente di ingegneria inversa?

“Sì –spiega Giovanni Agosta-. Abbiamo contattato, qualche anno fa, una società di Milano in grado di riprodurre, in maniera pedissequa, una copia perfetta del Cristo, realizzata in vetroresina. Costerebbe trentamila euro”.

Discorsi pourparler, che però fanno intendere ai portatori il peso della loro responsabilità. Un Gioia di riserva costerebbe una cifra spropositata, e non sarebbe mai la stessa cosa rispetto all’originale. Se sul piano scultoreo sarebbe possibile riprodurlo in vetroresina, altra cosa sarebbe la resa pittorica. Difficile, nel 2013, trovare un altro artista bravo e ispirato come Francesco Pastore.