Attualità
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02/06/2013 22:33

Beppe Grillo e Guglielmo Carnemolla, pescatore, a confronto a Marina

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Attacco a Napolitano

di Redazione

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Beppe Grillo a Marina di Ragusa
Beppe Grillo a Marina di Ragusa

Ragusa – “State tranquilli che se ci date fiducia possiamo cambiare questo Paese. Secondo la Cgil, ci vorranno 63 anni, lo dice un sindacato che ha contribuito a distruggere il lavoro in Italia”.

Lo ha affermato Beppe Grillo, rispondendo a un pensionato, prima di salire sul palco a Marina di Ragusa per un comizio del Movimento 5 stelle, davanti a una piazza piena di gente, per le Comunali in Sicilia.

“Gli ho chiesto di proporre una legge per dare lavoro a tutti i giovani – ha spiegato l’uomo che gli aveva posto la domanda, Guglielmo Carnemolla, pescatore di 73 anni – e per remunerare le casalinghe che meritano di avere uno stipendio minimo”.

 

«Questo Paese sta esplodendo, è  finito dal punto di vista economico e politico: siamo nelle  macerie», ma «il governo fa proclami», con il premier  «Capitan Findus Letta» che «vende soltanto miraggi». Così  Beppe Grillo attacca l’Esecutivo. Lo fa con una  metafora: «l’Italia è come un cammello – spiega – che, se  debilitato, può morire all’improvviso».    

«Secondo uno studio della Cgil, un sindacato che ha  contribuito a distruggere il lavoro in Italia – osserva Grillo –  ci vogliono 13 anni per tornare al Pil del 2007 e 63 anni per  avere lo stesso livello di occupati. Sessantatre anni? Sembra la  marcia di Mosè nel deserto del Sur verso la Terra Promessa».  Una desolazione davanti alla quale «il cuore dell’uomo» si  comporta «come un cammello che, se debilitato, può morire  all’improvviso sotto sforzo, senza dar prima alcun segno».     

«La disoccupazione è del 12,8%, mentre i giovani  disoccupati sono il 40% – scrive sul suo blog Grillo – il Sud è  diventato terra di emigrazione come nell’Ottocento. Il debito  pubblico batte ogni mese un record. Si produrrà di meno, anche  beni di prima necessità. L’Ocse ha tagliato le stime del nostro  Pil a meno 1,8% per il 2013, che significa perdere circa un  milione di posti di lavoro».

Cifre allarmanti, e di fronte a  questa crisi, accusa, Grillo «il governo fa solo proclami e si  balocca con il presidenzialismo, la legge elettorale che verrà,  sotto gli occhi vigili di Napolitano, la presa per il c… del  falso taglio al finanziamento dei partiti, la legge per  eliminare M5S dal parlamento, la nuova Costituzione e altre  amenità…». Come quello di uno Stato che «manda la guardia  di finanza dai B&B e si fa scappare 21 miliardi di euro del  Monte dei Paschi con lo scudo fiscale».     

 

«Ci fottiamo con le nostre stesse mani», sostiene Grillo,  ma il Movimento 5 stelle, ha una via d’uscita, una proposta per un Paese che immagina «essere un comunità». «La priorità  assoluta – conferma – è il lavoro, poi la casa. Abbiamo  lanciato un grande messaggio per dare lavoro alle imprese, per  fare efficienza energetica, per fare ripartire il settore dei  mobili e dell’edilizia».

E per dare maggiore visibilità e  diffondere le iniziative del M5S arriva la sterzata nelle  comunicazioni: non solo Internet, via anche all’accesso a  trasmissioni televisive. La partecipazione del deputato  Roberto  Fico a ‘In mezz’orà di Lucia Annunziata su Raitre, è uno dei  passi della svolta. «Cerchiamo di andare in trasmissioni dove  escano fuori i contenuti», spiega Figo, candidato M5s alla  presidenza della commissione di vigilanza Rai, è «l’inizio di  un percorso che sarà esteso a tutto il gruppo parlamentare».     

Intanto Grillo continua nell’attacco a giornalisti e alla  politica. E anche al presidente della Repubblica: «Napolitano,  fatti in esame di coscienza – dice dal palco di Marina di Ragusa  – andavi da Roma a Bruxelles con un volo da 66 euro e te ne  facevi rimborsare 800, non hai infranto la legge, ma l’etica  sì». E torna ad accusare Rodotà di «avere tradito» alleandosi con «Vendola e gli altri di sinistra e di parlare  con i giornali». L’ex candidato a Capo dello Stato del M5s da  Bologna smentisce di «avere intenzione di spaccare il  Movimento», ma, anzi, di «avere parlato bene» dei suoi  parlamentari. Non ha «mai avuto l’abitudine di polemizzare»,  ricorda Rodotà, ma si «permette una battuta: non sono stato in  freezer in questi anni, credo di essere stato molto attivo non  solo nella difesa della Costituzione, ma anche sul campo».    

 

 

 

Foto di Gianni Giacchi