Attualità
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08/11/2011 21:41

Berlusconi si dimette, ora tocca a un siciliano. Angelino Alfano

Ma il Colle tifa per Giuliano Amato, il cui nonno era anch'egli di Agrigento

di Redazione

Berlusconi si dimette
Berlusconi si dimette

Roma – Tra i fedelissimi è il più fedele. Più papalino del Papa, più realista del Re. 

Angelino Alfano da Agrigento, 41 anni, è l’uomo più vicino al Premier da qualche anno a questa parte, tanto da aver dato il proprio cognome al Lodo più odiato, quello che metteva al riparo Silvio dai più preoccupanti guai giudiziari. 

Angelino è l’unico che può guardare alla nostra terra con il riguardo di cui abbiamo bisogno oggi, alla luce dell’incapacità di spesa di Raffaele da Grammichele, che ha impegnato solo il 9 per cento dei fondi europei destinati alla Sicilia e in perenzione nel 2013. 

Solo Alfano può salvare la nostra terra, più dell’autorevole Mario Monti, più del craxofono Giuliano Amato, più del mellifluo e dialogante Gianni Letta.

La terra di Pirandello può offrire in dono alla Lega Nord un Premier nuovo di zecca, in grado di competere alla pari, anche generazionalmente, con Renzi; più nuovo di Bersani, più rassicurante di Vendola. 

Il centrosinistra lo sostenga per un governo delle larghe intese che abbia come priorità la volontà di cambiare la legge elettorale.

Il Colle tifa per il professor Sottile: Giuliano, nonno agrigentino, torinese di Lucca.

Noi però abbiamo bisogno di una boccata d’ossigeno. Di uno che apra l’aeroporto di Comiso, che sblocchi la Ragusa-Catania, la Siracusa-Gela.

Siciliano e alternativo a quello che c’è, a destra, e a sinistra, in questa destra e in questa sinistra che in Sicilia sono invischiate, incartate, avviluppate in un bacio mortale suggellato da Raffaele Lombardo. 

Gli ultimi uomini politici di cui la Sicilia è stata espressione si chiamano Leoluca Orlando, Enzo Bianco, e poi, giù a scendere i La Loggia e gli Schifani.  

 

Angelino ha tempo e modo di crescere.

E’ l’unica carta che possiamo giocare, qui al Sud.