La piccola era stata dimessa sabato dal pronto soccorso e poche ore dopo è morta
di Redazione
Feltre, Belluno – È un medico «gettonista» di 76 anni, che era in servizio all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, ad essere finito nel registro degli indagati della procura di Belluno con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Ludovica, la bambina di due anni deceduta sabato scorso per una crisi respiratoria dopo un passaggio ospedaliero e le successive dimissioni. La procura ha disposto l’autopsia sul corpo della piccola, che verrà eseguita venerdì dall’anatomopatologo di Portogruaro Antonello Cirnelli. È un caso davvero spinoso, quello che con il passare dei giorni sta mettendo a dura prova il sistema sanitario e i professionisti che hanno effettuato la prima visita alla bambina, decidendo poi per le sue dimissioni. La tragedia si è consumata sabato scorso, poche ore dopo che la bambina era stata dimessa dal presidio ospedaliero feltrino.
Ludovica era stata portata in ospedale con sintomi preoccupanti: febbre alta, difficoltà respiratorie e strabismo agli occhi. Sintomi che, nella loro combinazione, avrebbero forse meritato, secondo quello che la procura sta cercando di accertare, un approfondimento diagnostico maggiore. L’ipotesi di reato contestata al medico, che si trovava in servizio tra venerdì e sabato e per il quale esiste la presunzione d’innocenza fino a prova contraria, si concentra proprio sul momento della visita e della successiva dimissione. Il pediatra «gettonista» ha visitato la piccola e l’ha dimessa, prescrivendo una terapia che comprendeva aerosol, una flebo di soluzione fisiologica e un antibiotico, con una diagnosi di sospetta laringotracheite acuta. Una volta tornata a casa, le condizioni di Ludovica si sono aggravate in maniera irreversibile, portandola al decesso. Il fulcro dell’indagine si concentra sull’operato del pediatra, tentando di appurare se sia stato adeguato alla gravità del quadro clinico presentato dalla bambina, ovvero se vi sia un nesso di causalità tra la condotta medica e la morte della piccola. La procura, guidata da Claudio Fabris ha agito tempestivamente, notificando al sanitario l’avviso di garanzia con il conseguente atto dovuto, che permette all’indagato di nominare un difensore e un consulente di parte in vista dell’accertamento tecnico irripetibile.
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Venerdì l’esame autoptico svolto da Cirnelli, coadiuvato dalla professoressa Marny Fedrigo, fornirà probabilmente elementi probatori più significativi per fare luce sull’accaduto. Si dovrà accertare se, in caso di diagnosi diversa o di ricovero immediato, la vita della bambina si sarebbe potuta salvare.
Il compito degli esperti sarà quello di stabilire se vi sia stata una sottovalutazione dei sintomi. Mamma Martina e papà Renzo, assistiti dall’avvocata di Merano Roberta Sommavilla, distrutti dal dolore, vogliono chiarezza su quanto accaduto. Il fascicolo d’indagine era stato aperto inizialmente per omicidio colposo contro ignoti, ma è stato rapidamente indirizzato verso il pediatra che ha avuto in carico la piccola Ludovica. La procura ha fissato un termine di novanta giorni per il deposito della perizia, ma si prevede che la difesa possa chiedere una proroga di ulteriori tre mesi di tempo, data la complessità del caso. L’Usl 1 Dolomiti, subito dopo l’accaduto, ha avviato a sua volta un’indagine interna per chiarire la dinamica dei fatti e chiarire, a sua volta, quanto accaduto il 16 novembre.
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