Cronaca
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02/06/2026 21:22

Bimbo di 13 mesi smette di respirare in volo: due infermieri lo salvano

Due infermieri in vacanza salvano bimbo di 13 mesi: “Kit incompleto sul volo Ryanair”.

di Redazione

Vicenza – Erano saliti sull’aereo diretto a Marrakech per godersi qualche giorno di vacanza. Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, marito e moglie ed entrambi infermieri di pronto soccorso a Vicenza, si sono invece ritrovati a fronteggiare un’emergenza in volo. E, nonostante il velivolo non avesse le attrezzature sanitarie adatte, hanno salvato la vita a un bimbo di 13 mesi in arresto respiratorio a bordo di un Ryanair partito da Bergamo.

“Il bimbo era cianotico, ipotonico e in arresto respiratorio, probabilmente a causa di un’ostruzione delle vie aeree dovuta a delle convulsioni febbrili” raccontano al Giornale di Vicenza. Dopo la disostruzione delle vie aeree, hanno dovuto cominciare le procedure di rianimazione alla vecchia maniera, con la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco nello stretto corridoio dell’aereo. Non hanno potuto fare altrimenti, spiegano, “perché il kit medico di bordo era inadeguato – spiegano – I palloni autoespandibili erano privi delle relative maschere facciali. Una delle due bombole dell’ossigeno era scarica e l’unica maschera disponibile non andava bene per i bambini. Il defibrillatore automatico poi era configurato esclusivamente per gli adulti e non si poteva impostare la modalità pediatrica”.

Un elenco di mancanze che i due infermieri, appena atterrati, hanno prontamente segnalato a Ryanair, facendo presente che il materiale sanitario di emergenza di bordo deve essere non solo disponibile “ma anche completo, verificato e pienamente utilizzabile”, soprattutto in scenari di primo soccorso pediatrico “nei quali la qualità della ventilazione rappresenta un elemento fondamentale”. Il bimbo, salvo, è stato poi affidato all’ambulanza. La compagnia aerea invece non ha ancora risposto ai due infermieri vicentini, nemmeno per ringraziarli.

“L’unica cosa di cui vogliamo assicurarci è che i controlli sui presidi sanitari di bordo siano molto più accurati, e che una situazione del genere non si ripeta più, perché l’esito potrebbe non essere lo stesso”, spiega la coppia di infermieri vicentina.