Cronaca
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18/04/2026 13:28

Bimbo di due anni morto dopo un intervento al braccio, il papà: «Era entrato in ospedale saltellando e ridendo»

Il piccolo Adam è morto in ambulanza, mentre lo trasportavano da Rovigo a Padova.

di Redazione

Padova – È entrato in ospedale sorridendo, pronto per un intervento considerato di routine al braccio. Ne è uscito senza vita poche ore dopo. È la vicenda di Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, un bimbo di 2 anni e mezzo, deceduto martedì in seguito a complicanze sopraggiunte durante un’operazione all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. I genitori hanno presentato una denuncia alla procura di Padova chiedendo di fare piena luce su quanto accaduto.

Il piccolo Adam era stato ricoverato a Rovigo la mattina del 14 aprile per un intervento al braccio destro. Il bimbo aveva già subìto un primo intervento a 6 mesi, in Egitto poiché alla nascita presentava una lesione del plesso brachiale destro, con interessamento di spalla, gomito e mano, che non aveva dato esiti soddisfacenti e che dunque richiedeva una revisione. Un intervento, spiega la famiglia, non particolarmente complesso, con una durata prevista di circa 6 ore e, stando alle spiegazioni dei medici, con una buona probabilità di successo. Il bimbo sarebbe entrato in sala operatoria intorno alle 8 del mattino. Tuttavia, dopo circa un’ora, i genitori avrebbero notato un insolito via vai di medici e personale sanitario. Preoccupati, avrebbero chiesto spiegazioni, ricevendo però informazioni generiche. Poco dopo è arrivata la comunicazione: «Ci hanno detto che c’era stata una complicanza improvvisa che rendeva necessario il trasferimento urgente di Adam in una struttura più attrezzata».

Il piccolo, andato in arresto cardiaco, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Padova. I genitori raccontano di aver seguito l’ambulanza in auto in un viaggio durato circa 40 minuti ma ogni speranza si è spenta poco dopo l’arrivo. «Dopo circa un’ora ci hanno comunicato che purtroppo nostro figlio era deceduto – racconta il padre in lacrime – ma non ci hanno dato alcuna spiegazione su quanto accaduto». La salma del bimbo è stata trasferita all’obitorio della città del Santo. Nella denuncia presentata, i genitori – assistiti dagli avvocati Stefano Zoia e Cristina Gulisano – chiedono che venga eseguita l’autopsia sul bambino per fare chiarezza sulle cause del decesso. «Nostro figlio è entrato in ospedale saltellando e poche ore dopo ci hanno detto che era morto – dichiara il padre, operaio in un macello industriale di Parma e da tre anni residente a Fidenza –. Vogliamo sapere cosa è successo. Ne aveva già subito un altro simile quando era piccolo. Adam era un bambino sano, sempre sorridente e pieno di energia. Anche la sera prima dell’intervento aveva giocato con i cuginetti: amava particolarmente fare i salti. Siamo distrutti dal dolore».

Il piccolo, da circa un anno, stava seguendo un percorso di cure nel Parmense, dove viveva con i genitori e altri 3 fratelli più grandi, consigliato dopo il primo intervento in Egitto. «Lo portavamo in un centro di fisioterapia circa tre volte a settimana. Non aveva però recuperato completamente il movimento, dunque i medici ci hanno consigliato di rivolgerci all’ospedale di Rovigo, punto di riferimento nazionale per questa tipologia di interventi».

Nel frattempo l’Usl 5, attraverso una nota, ha espresso «profondo cordoglio e le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di immenso dolore». Ha fatto inoltre sapere che ha messo a disposizione della famiglia un supporto psicologico dedicato, coinvolgendo i propri professionisti per garantire ogni forma di assistenza necessaria e che sono attualmente in corso tutte le verifiche per accertare con precisione la dinamica dell’accaduto. L’Azienda assicura la massima collaborazione e piena disponibilità all’autorità giudiziaria per tutti gli approfondimenti del caso. La vicenda ha suscitato profonda commozione anche nella comunità egiziana in Italia di cui si è fatto portavoce Aly Harhash: «Siamo sconvolti e profondamente addolorati per la perdita del piccolo Adam – spiega –. Siamo vicini alla famiglia e lo ricordiamo con affetto e preghiera».