di Redazione
Sospendere in modo immediato i lavori di canalizzazione delle acque della diga di Santa Rosalia. È quanto ha chiesto ieri al presidente Salvatore Cuffaro il sindaco Nello Dipasquale. I segnali che palazzo dell’Aquila lancia sulla crisi idrica sono assai preoccupanti. Negli ultimi giorni si è assistito a una escalation nella proiezione esterna del problema: ordinanza sul razionamento dell’acqua, richiesta al prefetto dello stato di crisi, appello al presidente Cuffaro per la sospensione dei lavori sul fiume Irminio.
Negli ultimi giorni la situazione non è migliorata. E difficilmente ciò sarebbe stato possibile. Si sono infatti vissuti i giorni più caldi dell’anno e, in queste circostanze, era inevitabile l’impennata dei consumi idrici. I problemi maggiori si continuano a registrare nei quartieri di Pianetti e Bruscè. Le autobotti stanno lavorando senza soluzione di continuità per cercare di porre rimedio alle situazione più complesse. A Marina di Ragusa, durante la settimana, la situazione è sotto controllo. L’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Brinch, ha chiesto alla ditta che gestisce il denitrificatore di anticipare a sabato la messa in funzione dell’impianto in modo da mettere subito in attività i pozzi dove maggiore è la presenza di nitrati. In questo modo si garantirebbe ai villeggianti e ai turisti che sabato e domenica affolleranno il litorale una sufficiente erogazione idrica.
«Se siamo riusciti a contenere i problemi – ha aggiunto Brinch – è perché abbiamo programmato tutto con molta attenzione e non ci siamo lasciati trovare impreparati dalla crisi. Siamo riusciti a fronteggiare anche il black-out di martedì e un guasto tecnico verificatosi proprio ieri all’impianto di sollevamento di Lusia».
Il sindaco ieri si è spinto un gradino oltre. Ha individuato nei lavori in corso sul fiume Irminio la causa dell’abbassamento delle falde acquifere e la minore disponibilità dei pozzi che servono la città di Ragusa. «Allo stato di allarme – scrive il sindaco Digiacomo – si aggiunge un analogo sconcerto a causa di quanto rapportato dai tecnici secondo i quali buona parte delle odierne difficoltà derivano dai lavori di canalizzazione delle acque della diga di Santa Rosalia disposte dall’Esa per destinarle a usi agricoli in altri comuni, lavori che stanno determinando il depauperamento del corso del fiume Irminio e quindi delle falde acquifere alle quali in considerevole parte la città di Ragusa attinge per i propri usi civili. L’odierna contingenza – spiega Dipasquale – appare del tutto inconsueta e perfino paradossale se si considera che questo territorio mai è stato interessato da così grave deficit, peraltro in tempi così anticipati».
Dipasquale chiede alla Regione un atto di ripensare in corso d’opera gli interventi in corso a valle della diga. L’acqua captata dalle condutture per gli usi irrigui di alcune contrade di Scicli rischia infatti di essere tolta dalle case dei ragusani. Il sindaco chiede quindi al presidente della Regione di evitare alla città di Ragusa danni peggiori di quelli che stanno già manifestandosi: «Questa popolazione e a maggior ragione l’Amministrazione – sottolinea il sindaco – rifugge per proprio costume da ogni manifestazione e atteggiamento di esplicita e rumorosa contestazione e tuttavia è necessaria, nell’immediato, una moratoria circa le iniziative in atto e contemporaneamente un momento di concertazione con il territorio atto a impedire gli effetti di un processo che sottrae agli usi potabili di questa città l’acqua a vantaggio degli usi non potabili in altri comuni e territori».
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