di Redazione
ASCOLI PICENO, 10 GIU Aveva un coltello nella sua
cella del supercarcere di Marino del Tronto ad Ascoli Piceno
Giuseppe Graviano, il boss mafioso di Brancaccio le cui
intercettazioni su presunte ‘cortesie’ a Silvio Berlusconi sono
state depositate agli atti del processo in corso a Palermo.
Subito dopo il ritrovamento e il sequestro della lama, che era
nascosta nell’intercapedine del letto e che è stata rinvenuta
circa un mese fa, Graviano è stato trasferito in un altro
carcere. Il boss ha fatto ricorso contro il sequestro,
sostenendo che non è suo, e l’udienza è fissata per lunedì 12
davanti al Tribunale del Riesame ascolano. Non si sa come l’arma
abbia potuto superare i controlli del carcere dove il boss
stragista era detenuto in regime di 41 bis e dove è stato
intercettato mentre parlava durante l’ora d’aria con un altro
detenuto, Umberto Adinolfi. La Procura contesta a Graviano il
porto abusivo di arma: una lama piuttosto lunga, con
un’impugnatura realizzata con del nastro isolante.
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