Ambulanti contro l'amministrazione
di Valentina Raffa
Modica – Archiviata la festa di S. Pietro, non terminano le polemiche per l’assenza delle bancarelle. Muro contro muro sembra di vedere leggendo i commenti del sindaco, Antonello Buscema, e del capogruppo del Pd, Giorgio Zaccaria, da una parte, e ascoltare le dichiarazioni degli ambulanti, e a ciò si aggiungono gli interventi di singoli esponenti politici e partiti. Ricordando che la causa del boicottaggio dei 130 ambulanti sia dovuta alla scelta, da parte dell’amministrazione di una location ritenuta non favorevole, ossia la parte alta di corso Umberto, anziché proseguire come da tradizione degli ultimi anni in viale Medaglie d’Oro o andare in viale Quasimodo, come suggerito dall’Ascom Modica, il sindaco ha parlato di “ricatto” al quale il Comune “non ha accettato di piegarsi”. Al suo fianco il Pd con Giorgio Zaccaria e il suo apprezzamento “per la fermezza a non cedere a ricatti, a dimostrazione che l’attività amministrativa non risponde a logiche propagandistiche e populiste, a discapito della città”. “L’amministrazione ha cercato di allargare il numero dei partecipanti – dice Zaccaria -. Sono stati gli ambulanti a rinunciare, pur senza giustificazioni, non avendo dati di riscontro o comparazione tali da dedurre la partecipazione o meno dei cittadini”. Da qui la proposta del Pd di azzerare le graduatorie per stilarne di altre, che prediligano con regolamento gli operatori commerciali nostrani.
“Non si è intaccata solo la memoria storica della città – dice il capogruppo dell’Udc, Massimo Puccia – ma è in ballo anche il lavoro di tante persone, che non chiedono contributi economici, ma, al contrario, versano soldi nelle casse comunali. La presenza delle bancarelle non è qualcosa di futile e basta, perché costituisce motivo in più per le famiglie di stare insieme facendo una passeggiata. Non intacchiamo questi valori importanti. Sarebbe grave”.
Dal canto loro gli ambulanti non ci stanno a sentire parlare di “ricatto”. “Abbiamo investito per la festa di San Pietro non solo per i diritti di istruttoria, il certificato della Camera di Commercio, ecc. ma anche in merce per rifornirci – dice Carolina Iacono, ambulante -. C’è addirittura chi, non sapendo del cambiamento, è venuto da Bari, da Palermo, rimettendoci anche in benzina oltre che in tempo da impiegare altrove lavorando. Possiamo almeno avere la facoltà di decidere che non vogliamo pagare il suolo pubblico per un’area che non riteniamo favorevole? C’è chi già ci ha rimesso abbastanza. Si pensi solo che le giostre hanno dovuto smontare anzitempo. Il Comune, piuttosto, avrebbe dovuto informarci della decisione a mezzo raccomandata 60 giorni prima e ciò non è accaduto”.
La Sicilia
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