Attualità
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01/05/2012 20:17

Buscema: Tribunale di Modica abbia pari dignità con Ragusa

Il Sindaco interviene nel dibattito sulla salvaguardia del presidio giudiziario

di Redazione

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Antonello Buscema
Antonello Buscema

Modica – Riguardo al futuro del Tribunale di Modica, pur nella varietà delle posizioni che possono emergere in un dibattito articolato, che deve tenere conto di un quadro normativo e di un contesto nazionale complesso, ritengo che non possiamo che trovarci tutti d’accordo sull’obiettivo finale: ottenere il massimo risultato possibile per il nostro Tribunale, all’esito di un confronto serio con i nostri interlocutori di riferimento, fondato su argomentazioni sostenibili e ipotesi realisticamente perseguibili.

Questo vuol dire che non possiamo – come non abbiamo mai fatto, sin dal primo momento – arroccarci su posizioni di principio, ma vuol dire anche una cosa altrettanto importante: che non indietreggeremo di un sol passo dalla posizione di dignità che abbiamo assunto per la difesa dell’istituzione, della tradizione da cui deriva, e della città con cui si identifica.

Qualunque soluzione riusciremo infine ad individuare per il nostro Tribunale, insomma, dovrà essere quella che maggiormente lo garantisce sotto questi aspetti. E, fermo restando che l’ipotesi che sosteniamo in prima battuta è quella del mantenimento del Tribunale di Modica, la nostra disponibilità ad accettare in seconda battuta quella di un Tribunale unico Modica-Ragusa vale solo a queste condizioni.

 È a questo proposito che mi preme ulteriormente ribadire l’allarme che ho già lanciato a margine dell’incontro avuto con il prof. Mazzamuto e con il dott. Birritteri, presso il Ministero della Giustizia: che, se passerà l’ipotesi secondaria, di Tribunale Unico davvero si dovrà trattare, e che quindi un presidio non potrà ridursi a dependance dell’altro. 

È bene che si sappia con chiarezza, infatti, che non basta prevedere una divisione di sezioni (la Penale a Ragusa, la Civile a Modica) perché si possa parlare di un Tribunale Unico, che invece deve lasciare a Modica la sede della Presidenza o quella della Procura, avendo cura che qui resti il presidio istituzionale e non semplicemente una sede distaccata.

La questione è sottile ma sostanziale e i precedenti già sperimentati in Italia ci insegnano che l’istituzione di un Tribunale Unico ha bisogno di una precisa previsione di legge, che in questo caso si dovrà introdurre – per Modica e per tutti gli altri casi simili in Italia – nella fase delle norme di coordinamento che saranno successive alla riforma attuata con lo strumento della legge delega.

Non riteniamo infondato il timore che la qualità della struttura di Modica, verificata e apprezzata dai vertici del Ministero, finisca altrimenti con l’essere utilizzata solo per venire in aiuto ai deficit di Ragusa, e non invece realmente valorizzata tra le ragioni – anche sotto il profilo del risparmio e dell’efficienza – che giustificano l’istituzione del Tribunale Unico e la sua definitiva certezza di sopravvivenza.

 

Chiederemo dunque che il Ministero tenga fede all’impegno di mantenere in vita il nostro presidio giudiziario come effettiva sede di Tribunale, o viceversa sia coerente fino in fondo con le proprie scelte e, se davvero riterrà che il Tribunale di Modica non è indispensabile nel contesto della geografia giudiziaria siciliana, ci lasci anche la struttura, liberandone la destinazione d’uso: il Comune di Modica, che ne è già proprietario, saprà bene cosa farne.

In una fase in cui è necessaria la massima fermezza rispetto al risultato che è possibile ottenere, il mio auspicio è che tutti – dalla deputazione nazionale al Consiglio comunale, dall’Ordine forense alla società civile – possano condividere questa posizione e rendere chiaro che Modica non è disposta ad ottenere per il proprio Tribunale un futuro di dignità minore a quello che merita, e a cui lo stesso Ministero ci ha dato atto di poter ambire.