di Redazione
Dopo il miglioramento della “blocca processi” -con l’emendamento che passa la palla rovente ai magistrati affidando di fatto la facoltà di stabilire i criteri di rinvio dei processi per reati indultati o che comunque rientrano nell’indulto previsto dalla legge del 31 luglio 2006.- una sentenza della Seconda Sezione Penale della Cassazione, la n. 28682, i processi del lavoro, rischia proprio di sbloccarli.
Il datore di lavoro che sottopaga i propri dipendenti costringendoli a dichiarare un importo mensile superiore a quello che intascano ogni mese, minacciandoli di licenziamento, rischia una condanna per estorsione.
Nell’esame del caso di cui alla sentenza n. 28682, due imprenditori del comune di Sciacca, provincia di Agrigento, ogni mese costringevano i lavoratori del loro negozio ad accettare uno stipendio inferiore rispetto a quello che ufficialmente dichiaravano di versare.
La Cassazione, confermando il divieto di dimora nel comune di Sciacca per la moglie, Calogera B., disposto dal Tribunale della liberta’ di Palermo, ha sottolineato che: ” nel caso in cui un datore di lavoro realizzi una serie di comportamenti estorsivi nei confronti dei propri lavoratori dipendenti, costringendoli ad accettare trattamenti retributivi deteriori e non corrispondenti alle prestazioni effettuate e in genere in condizioni di lavoro contrarie alla legge e ai contratti collettivi, approfittando della situazione di mercato in cui la domanda di lavoro e’ di gran lunga superiore all’offerta, e quindi ponendo i dipendenti in una situazione di condizionamento morale, in cui ribellarsi alle condizioni vessatorie equivale a perdere il posto di lavoro e’ configurabile il delitto di estorsione”.
Il fenomeno è diffusissimo dappertutto, non solo in Sicilia, e non solo nei piccoli negozietti di periferia. Basti pensare alle società di servizi che operano per medie e grandi aziende, alle cooperative, ai centri commerciali, ai ristoranti, ai bar, ai supermercati, a tutte quelle realtà “nascoste” agli occhi di chi ha il dovere di controllare. Un mondo quasi sconosciuto ad un Sindacato oramai in declino.
Adesso non ci sono più scuse per quei milioni di sottopagati, minacciati giornalmente di licenziamento dai propri “vessatori di lavoro”: andate dai carabinieri e denunciate il malaffare.
In allegato il testo della sentenza.
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