di Redazione
“Noi non chiediamo spiega Calà che vengano incrementati i posti letto, ma solo che sia mantenuto il livello attuale di assistenza. Depotenziare alcuni reparti trasformandoli da unità operative complesse ad unità semplici significherebbe negare il diritto alla salute a migliaia di persone. Il gap infrastrutturale isola il nostro territorio rendendo difficili gli spostamenti”. Un capitolo a parte riguarda il punto nascita. Il piano del Governo ne prevede la chiusura. “Su questo fronte dice ancora il sindaco abbiamo ottenuto dall’Esecutivo la proroga di un anno, ma resta, comunque, uno scoglio da affrontare. Da Crocetta abbiamo ottenuto rassicurazioni sul fatto che l’ospedale non chiude. Ci aspettiamo conclude dall’audizione della commissione Sanità dell’Ars le prime risposte concrete, senza c’è il rischio di proteste eclatanti, che solo le prime rassicurazioni che ci sono state fornite hanno scongiurato”.
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