Attualità
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23/02/2011 00:37

Canale di Sicilia, la Marina Militare presidia

Si tratta della Corvetta Fenice e del Pattugliatore d'altura Bettica

di Redazione

Corvetta militare
Corvetta militare

Palermo – Sono due le unità della Marina militare italiana impegnate nel pattugliamento del Canale di Sicilia con compiti di vigilanza pesca, ma sopratutto di controllo dei flussi migratori, anche in relazione alla situazione di crisi nei paesi del Nordafrica. Si tratta della Corvetta Fenice e del Pattugliatore d’altura Bettica.

Quest’ultima unità, che oggi ha preso il posto della Corvetta Chimera nell’ambito di un normale avvicendamento in zona, è dotata anche di un elicottero a bordo in grado di svolgere attività di ricognizione dall’alto. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono nuovamente in peggioramento, con mare Forza 3-4 e forti raffiche di vento fino a 35 nodi da Nord.

In mattinata il motopesca mazarese Chiaraluna è riuscito ad approdare nel porto di Lampedusa con a bordo 38 migranti tutti maschi, rimasti per due giorni in balia del mare. Anche loro stanno per essere trasferiti nel Centro di prima accoglienza.

La ‘carretta’ con gli extracomunitari, che da due giorni risultavano dispersi dopo avere avvertito telefonicamente alcuni parenti che si trovavano nel centro di accoglienza al momento della partenza dal porto tunisino di Sfax, è stata soccorsa dal motopesca a 60 miglia da Lampedusa, in acque di competenza maltese. Aveva il motore in avaria ed era in balia delle condizioni del mare, forza 4-5.

Il motopesca della flotta di Mazara del Vallo è stato sequestrato in passato prima dalle motovedette libiche e poi da quelle tunisine. Gratitudine nei confronti dell’equipaggio del peschereccio è stata espressa dalla portavoce in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Laura Boldrini: “È importante che in un momento come questo, caratterizzato da una nuova ondata di sbarchi verso le coste italiane, la marineria italiana confermi la sua tradizione di solidarietà. In particolare i pescatori, che in questi anni si sono contraddistinti per avere salvato centinaia di vite umane, spesso anche a discapito dei propri interessi”.

Ieri sera erano approdati a Lampedusa altri 197 tunisini, tra cui tre donne e alcuni minori, soccorsi a poche miglia dalla costa da due motovedette della guardia costiera. Dopo gli ultimi arrivi, nel Centro di prima accoglienza dell’isola si trovano in questo momento oltre 900 migranti. 

Sempre questa mattina il Gup di Modica, Patricia Di Marco, ha convalidato il fermo dei tre extracomunitari bloccati con l’accusa di essere gli scafisti dell’imbarcazione fermata il 15 febbraio scorso dalla guardia di finanza e dalla guardia costiera nei pressi di capo Scalambri, a Santa Croce Camerina e poi condotta nel porto di Pozzallo (Rg). Il Gup ha accolto così la richiesta del procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio.

Nei loro confronti è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere. I tre, Saied Mahmmed Khamis, Kassem Naser e Aboulelazd Ahmad, sono accusati di associazione per delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e resistenza contro nave da guerra, perchè avrebbero tentato di speronare le unità navali della guardia di finanza e della guardia costiera di Pozzallo.