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27/02/2013 10:33

Candidato sindaco di Ragusa, l’homo novus di Grillo si chiama Piccitto

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Federico ha 35 anni

di Michelangelo Barbagallo

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Federico Piccitto
Federico Piccitto

Ragusa – E’ chiaro che si guarda alle amministrative di maggio ripartendo dai dati delle politiche appena concluse. E gli sguardi, anche perché la scena è davvero tutta per loro, va agli adepti del Movimento Cinque Stelle, il movimento di Beppe Grillo. A Ragusa è il primo partito e conferma, come aveva fatto alla regionali di novembre, tutto il suo appeal. E corre già da qualche settimana il nome di un giovane fedelissimo di Grillo (già ai tempi dei meetup) che potrebbe essere la novità della scena politica iblea. Si tratta di Federico Piccitto che potrebbe essere il nome su cui andrebbe a ricadere la scelta del movimento.

Si vedrà, anche perché per il momento i grillini festeggiano le Politiche e dunque occorrerà attendere ancora qualche giorno per l’avvio del confronto interno che porterà alla candidatura a sindaco di un proprio rappresentate.

Tra i nomi che circolano per le amministrative di Ragusa c’è anche quello di Giovanni Iacono, attuale coordinatore provinciale di Italia dei Valori. In vista dell’evoluzione del suo stesso partito, Iacono potrebbe scendere in campo alla guida di un progetto civico che dovrebbe vedere una piena sintonia con la neonata associazione “Partecipiamo” che si è mossa di recente per la questione acqua inquinata e per il passaggio a livello di via Paestum. Tra le righe si comprende bene che Iacono potrebbe dunque scendere in campo.

Sempre per le prossime amministrative c’è da verificare la posizione del Pdl che potrebbe vedere in campo Salvo Mallia anche se di recente il partito ha avviato un confronto al suo interno e assieme ad altre forze politiche del Centrodestra. Intanto non fa certo bene ad entrambe le forze politiche, sia l’Udc che il Pd, la recente polemica che si è accesa. L’Udc ha criticato l’atteggiamento del Pd che ha parlato di primarie di coalizione. Per l’Udc è stata un’imprudente fuga in avanti da parte del Pd che ha cercato di dettare regole senza parlare di programmi. Ma la replica del Pd è di altro tono: “La data per le primarie è fissata al 24 marzo. Lanciare primarie aperte di coalizione tutto vuol dire tranne che fare fughe in avanti. Forse all’Udc sfugge che il Pd, da statuto, fa scegliere i candidati ai propri elettori. E per tale motivo non è possibile individuare un candidato a tavolino. Vale, inoltre, la pena di precisare che la coalizione che sostiene il governatore Crocetta a Palermo non è applicabile al modello Ragusa a causa di una variabile rappresentata dal movimento Territorio che ha già deciso un proprio percorso e che, comunque, per i trascorsi amministrativi che ha, non può certo essere oggi nostro alleato”.

Nella nota con cui si risponde all’Udc, il Pd ricorda di “sentirsi legato” ai partiti di Idv, Sel e movimento Città “sulla base di un programma elaborato meno di due anni fa”. Poi il segretario Calabrese spiega: “Assieme a loro anche la lista Megafono con cui abbiamo già chiuso un accordo di massima sulla base delle primarie”. Calabrese, inoltre, precisa che “aver detto che il Pd è punto di riferimento, non vuole rappresentare una sopraffazione nei confronti delle altre forze politiche. Vogliamo dire che si intende porre come riferimento la politica riformista di Centrosinistra nel pieno rispetto di tutti partendo da una pari dignità”.

La Sicilia