Cronaca
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06/01/2026 21:37

Capotreno ucciso, fermato un uomo a Desenzano

In serata fermato un uomo a Desenzano, in corso verifiche sulla sua identità

di Redazione

Desenzano del Garda, Brescia – Un uomo è stato fermato nel Bresciano nell’ambito delle ricerche di Marin Jelenik, il 36enne croato ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne, accoltellato all’addome ieri sera, 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna in un’area riservata ai dipendenti.
L’individuo è stato bloccato dalla polizia di Stato a Desenzano del Garda. Sono in corso le verifiche per accertare l’identità.

Il fermato era senza documenti e quindi bisogna attendere gli esiti degli accertamenti sulle impronte digitale per la conferma che si tratti del ricercato. Ma gli investigatori sono convinti che si tratti del 36enne croato.

Un breve video di tre secondi mostra Jelenic Marin, 36enne croato, nell’atrio della stazione di Bologna: l’uomo è conosciuto negli scali ferroviari di tutto il Nord Italia per precedenti legati al porto d’armi da taglio. Sono le 18.03 di lunedì 5 gennaio.

Altri spezzoni di brevi filmati delle telecamere di videosorveglianza lo mostrano al binario 1 e altri mentre si avvia lungo il piazzale Ovest, dove l’uomo – a quanto risulta già noto per precedenti problemi creati in stazioni ferroviarie – avrebbe aggredito (dopo le 17) con una coltellata mortale Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni di Anzola dell’Emilia (Bologna).

Il volto del croato e una sua foto segnaletica sono stati condivisi con gli uffici di polizia e dei carabinieri di tutta Italia perché è subito stato chiaro che l’uomo avesse preso un treno per fuggire dopo essersi allontanato dal luogo del delitto: un vialetto di libero accesso che conduce al parcheggio riservato ai dipendenti di Trenitalia vicino al piazzale Ovest. L’uomo sarebbe fuggito verso Milano.

In serata c’è stato un fermo nel Bresciano, a Desenzano: le forze dell’ordine stanno verificando l’identità nel fermato.

Marin è accusato di aver ucciso Ambrosio, «figlio d’arte» (il padre ex ferroviere è andato in pensione da poco), colpito con una coltellata all’addome dopo essere stato sorpreso alle spalle. Cosa sia avvenuto nella colluttazione e cosa l’abbia generata non è chiaro: a quanto risulta negli indumenti del capotreno sono stati trovati gli effetti personali e sarebbe quindi da escludere una rapina.

La visione delle telecamere ha permesso solo di capire che la vittima è stata seguita – senza un apparente motivo – per molto tempo dal presunto killer.

Nel suo passato ci sarebbero diversi precedenti per reati commessi nella vita in strada ma anche a bordo dei treni: si tratterebbe di un volto noto nella stazione di Bologna e nella vicina piazza XX Settembre, già al centro di polemiche sulla sicurezza.

Un volto conosciuto anche ai poliziotti della Polfer che una volta individuata la sua presenza vicino al luogo dell’omicidio hanno collegato quella figura al 36enne facendo scattare le ricerche.