Lettere in redazione
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12/06/2026 13:30

Cara Ragusanews, sono diverse le Asp in Sicilia che non pubblicano i concorsi nel portale InPA. Accade a Palermo e Catania

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

di Lettera firmata

Palermo – Salve Ragusanews,
vorrei dire che la vostra voce avuto importanza nell’Asp di Ragusa, spero che la possa avere anche in tutta la Sicilia.
Il Portale inPA non rappresenta una mera formalità burocratica, bensì lo strumento principale ideato dal legislatore per garantire che le opportunità di lavoro nella Pubblica Amministrazione siano accessibili a tutti i cittadini su base nazionale, assicurando così il principio di par condicio e la selezione dei migliori professionisti. Ometterne la pubblicazione significa limitare artificialmente la platea dei potenziali candidati, pregiudicando la qualità della selezione stessa e, di riflesso, l’efficienza del servizio sanitario pubblico.

Chiediamo che la trasparenza non sia solo un enunciato, ma una pratica quotidiana. È nell’interesse di tutti, dei candidati e del sistema sanitario locale, che il reclutamento avvenga secondo canoni di massima trasparenza, legalità e apertura, garantendo che ogni professionista abbia le medesime opportunità di contribuire alla salute pubblica.

Recentemente, è stato pubblicato l’avviso pubblico straordinario (prot. n. 222653 del 28/04/2026) per il conferimento di incarichi a tempo determinato di Dirigente Veterinario all’Asp di Palermo. È emerso, tuttavia, che tale avviso non risulta pubblicato sul Portale del Reclutamento della Pubblica Amministrazione (inPA), violando di fatto quanto prescritto dalla normativa vigente in materia di trasparenza e partecipazione ai concorsi pubblici.

Purtroppo, questa omissione non appare un caso isolato. Già in passato, procedure di mobilità per dirigenti veterinari presso l’ASP di Catania hanno sofferto della medesima carenza di trasparenza, ignorando il Portale inPA. È lecito chiedersi perché, nonostante le direttive nazionali siano chiare e vincolanti, le ASP siciliane continuino a sottrarsi a uno strumento nato proprio per sradicare il ‘campanilismo’ nei concorsi e garantire il diritto al lavoro su base nazionale.