Le spiagge dove fare attenzione e cosa fare in caso di avvistamento
di Redazione
La notizia è rimbalzata rapidamente dalla Francia all’Italia. Così la caravella portoghese è diventata una delle preoccupazioni marine dell’estate e in diversi si sono chiesti se esistesse il rischio di incontrarla anche nelle nostre spiagge. Divieti di balneazione sono emersi oltralpe per la pericolosità di questo invertebrato per l’essere umano.
A colpo d’occhio, la caravella portoghese potrebbe essere scambiata per una medusa ma si tratta di due animali diversi. La “Physalia physalis Linnaeus” è un celentarato marino e si tratta di un sifonoforo, ovvero l’aggregazione di individui specializzati di quattro tipo diversi. Questi, chiamati zooidi, sono collegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza.
La caravella portoghese è dotata di tentacoli capaci di punture molto dolorose e pericolose per l’uomo. Sono fortemente urticanti e velenosi, contenendo dieci tipi di veleno nelle nematocisti presenti nei tentacoli. Possono paralizzare e uccidere pesci piccoli e altre prede di piccole dimensioni. Ogni veleno è caratterizzato da un suo colore e per alcuni non sono ancora conosciuti rimedi.
I rischi per l’uomo
Solo in Australia ogni anno questa specie punge 10mila uomoni. Le punture possono causare nell’uomo forte dolore, lasciando ferite simili a frustate, piaghe arrossate che durano fino a tre giorni mentre il dolore dopo un’ora termina. Ci sono anche casi più gravi, potendo comportare shock anafilattico, febbre e interferenze con le funzioni cardiache e polmonari fino alla morte anche se molto rara. Bisogna fare attenzione nei casi in cui:
- Il dolore rimane intenso;
- C’è una reazione estrema;
- L’esantema pegigore;
- Ci scatena un malessere diffuso;
- Si sviluppa una striscia arrossata tra i linfonodi e la puntura;
- Entrambe le aree diventano rosse e morbide.
Tra i trial clinici, è consigliato immergere la parte urticata in acqua ad una temperatura di 45° per 20 minuti. Si segnala che anche i tentacoli staccati ed in genere gli esemplari morti rimangono ugualmente pericolosi per ore se non giorni dall’avvenuto distacco o morte.
Negli ultimi anni la caravella portoghese è stata vista in pochissime occasioni in Italia e nel Mar Mediterraneo. Tutti i casi sono circoscritti al Sud Italia e alle isole (Sicilia e Sardegna) ma a causa di correnti marine e cambiamenti climatici le presenze sono in aumento. Si tratta di una specie oceanica ma la sua presenza nel Mediterraneo probabilmente c’è sempre stata. Solitamente vivono sulla superficie dell’oceano, lasciando visibile solo il sacchetto trasparente colmo di gas detto “pneumatoforo”. Forti venti possono però avvicinarle alla costa e farle anche spiaggiare. Solitamente si spostano in gruppo, raramente sono solitari.
Cosa fare
Qualora si avvistasse un esemplare bisogna fare attenzione a non venire in contatto con questo, anche se dovesse essere spiaggiato o morto. Poi va segnalato alle autorità locali come la Capitaneria di Porto, che avvisano i bagnanti e possono chiudere spiagge o quel tratto di mare specifico.
© Riproduzione riservata