di Redazione
Alla Provincia, valutando l’esito dell’ultimo dibattito relativo al consuntivo dell’Aapit, più di un consigliere aveva invocato una sorta di «condono tombale», considerato che l’ente di via Capitano Bocchieri è ormai in fase di liquidazione. La relazione dei revisori dei conti, relativa all’esercizio 2006, prefigura però situazioni che avrebbero meritato maggiore attenzione anche in sede politica. Le espressioni usate dai revisori, che è bene ricordarlo sono stati nominati dall’amministrazione di centrodestra, sono assai pesanti. A proposito, ad esempio, dell’inquadramento dei lavoratori precari si nota come l’Aapit «non sia riuscita a ripristinare la legalità in materia». Si fa poi riferimento ad altri rilievi, mossi nel 2003, 2004 e 2005, che non hanno ancora trovato alcuna risposta. Si tratta di situazioni marginali (la trattenuta sui premi del carnevale 2003 di Chiaramonte Gulfi o il recupero di una somma di 712 euro relativa al furto di alcuni «documenti giustificativi» non risultanti in una denuncia presentata) ad altri più sostanziosi come un incarico esterno a un dirigente o il trattamento giuridico ed economico da attribuire ai precari. C’è anche la “perla” dell’impossibilità, da parte del collegio dei revisori dei conti (che sono pagati proprio per questo), di visionare gli atti adottati nel 2006 «perché già inviati in rilegatoria».
Il vice presidente della Provincia, ed ex presidente dell’Aapit, Girolamo Carpentieri, precisa di «non essere stato ascoltato dagli organi inquirenti in relazione alla presunta inchiesta della Procura relativa ai bilanci dell’Aapit riguardanti la mia gestione. Non ho fornito alcun chiarimento alla Guardia di finanza sui bilanci dell’Aapit perché non mi sono stati mossi rilievi, tra l’altro è bene precisare che sotto la mia gestione i bilanci hanno avuto il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti».
Non abbiamo problemi a credere al vice presidente Carpentieri anche se le fonti da noi contattate confermano quanto riferito su queste colonne e che il filone d’inchiesta sull’Aapit non è «presunto». Carpentieri aggiunge di aver solo, in assenza del presidente della Provincia, accolto la Guardia di finanza e di aver messo a disposizione tutti gli atti a disposizione dell’ente di viale del Fante. «È stato – ha ribadito Carpentieri – il mio unico incontro con le Fiamme gialle».
L’attuale commissario, Pietro Barrera, tiene a sottolineare come i rilievi mossi dai revisori dei conti riguardino soprattutto gestioni precedenti alla sua e si riferiscano a questioni comunque marginali. Nessun atto è stato acquisito in via Capitano Bocchieri e questo lascia intuire che la relazione dei revisori dei conti sia abbastanza esaustiva.
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