di Redazione
La distanza c’è e si vede. Quasi dieci punti distacco. Con la coalizione che che si raggruppa intorno a Silvio Berlusconi che tocca quota 44,5% e lo schieramento che sostiene Walter Veltroni che si ferma al 34,5%. A meno di due mesi dalle elezioni politiche, il sondaggio realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it, fotografa una realtà nota. Quella cioè del vantaggio del centrodestra che però sconta l’addio dell’Udc e vede, seppur lievemente, diminuire i propri consensi. D’altro canto si nota una progressione del Partito democratico che vede lo schieramento di Veltroni aumentare la percentuale di chi ha intenzione di votarlo. A leggere i dati, infatti, il Pd (nell’ipotesi di un accordo con i radicali) si attesta al 31%, migliorando il risultato ottenuto nell’ultimo sondaggio Ipr del 15 febbraio. Più statica, invece, appare dal posizione del Pdl che deve fare i conti con la scelta centrista e autonoma dell’Udc di Pier Ferdinando Casini.
Scendendo nel dettaglio si vede come accanto al Pd, l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro (unico partito che avrà il simbolo accanto a quello del Pd nella scheda) arriva al 3,5%. I Socialisti, invece, dopo la decisione di correre soli, si fermano all’1,5%. Una percentuale che non garantisce l’accesso alla rappresentanza parlamentare.
Sul fronte della sinistra radicale, invece, la cosidetta “Cosa Rossa”, ovvero la Sinistra Arcobaleno che raggruppa Rifondazione, Pdci e Verdi, ottiene l’8% dei consensi. Confermando quelle che sono le previsioni.
Grande la curiosità, invece, di vedere che appeal avrà il blocco centrista. Ebbene, dopo la scelta di rompere con il Pdl, Casini e la sua Udc arrivano a quota 5%. La Rosa Bianca si attesa al 2,5, mentre Mastella e l’Udeur raccongono briciole: solo lo 0,5%. Nel caso in cui questi partiti si presentassero uniti al voto, la somma aritmetica li vedrebbe toccare quota 8%. Ma siccome in politica spesso l’aritmetica non è un buon parametro per capire gli umori degli elettori, appare difficile prevedere questa unione possa dare i frutti sperati.
Dati alla mano il Pdl di Berlusconi (e Fini) resta sostanzialmente fermo. Un 38% che lo accredita come il blocco portante dello schieramento. E che paga con due punti in meno, l’abbandono di Casini. La Lega, che correrà solo al Nord con il proprio simbolo, arriva al 5,5% mentre gli autonomisti di Lombardo si fermano all’1%. La somma porta la coalizione al 44.5%.
Interessante, però, il risultato ottenuto da “La Destra” di Francesco Storace. Un significativo 3,5% in cui potrebbero esser confluiti molti elettori di An che vedeono con sfavore la scelta “centrista” fatta da Fini che ha annunciato come meta finale l’approdo nel Partito popolare europeo. Ed è probabile che, a destra, non siano pochi quelli che “non vogliono morire democristiani”.
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