Il territorio tiene, ma non c’è sviluppo
di Giuseppe Savà
Ragusa – Nel mese di giugno, diecimila lavoratori siciliani sono stati collocati in cassa integrazione guadagni. Numeri confermati anche per il mese di Luglio 2011. Ragusa con 32.200 ore autorizzate si assesta con un meno 16%, rispetto a Maggio 2011, tra le provincie siciliane più virtuose per gli accessi allo strumento di ammortizzazione sociale. Dati preoccupanti per Agrigento e Catania dove la colonnina occupazionale dà segnali decisamente negativi con un picco altissimo di richieste CIG nelle sue declinazioni di ordinaria, speciale e in deroga.Una leggerissima ma sempre più apprezzabile brezza di ripresa economica soffia sul territorio ragusano, che rispetto a giugno 2010 registra, invece, il 64% di richieste CIG in meno.
L’industria con 27.000 ore di CIG richieste domina la speciale classifica di CIG per ramo d’attività. Il dato importante e non da sottovalutare per il nostro territorio è che il 99% delle domande di ammortizzatore sociale riguarda la gestione dell’ordinaria: 31.800 ore circa di CIGO. Appena 200 ore per la cassa integrazione speciale. Zero, invece, per quella in deroga.
Niente numeri da brivido per il nostro territorio, dunque, con un trend in calo continuo. Il 30 rapporto UIL sulla cassa integrazione registra per la provincia di Ragusa segnali di basso utilizzo degli ammortizzatori sociali speciali e in deroga. Tali strumenti, previsti per i lavoratori e le aziende di piccole o piccolissime dimensioni per far fronte agli effetti di una crisi devastante che dal 2009 a oggi attacca la nostra economia da più fronti, hanno coinvolto nel nostro territorio – spiega Giuseppe Scarpata della Uilcem- in 18 mesi di piena applicazione nazionale, un popolo di aventi diritto che per circa il 45% ha meno di 35 anni: sono i giovani stabilmente occupati della nostra provincia quelli che hanno pagato maggiormente lo scotto del crollo dell’economia, territoriale, nazionale, globale.
Ragusa in base ai dati del 30 rapporto Uil è dunque una delle 10 provincie italiane in cui il ricorso alla cassa integrazione diminuisce e sensibilmente rispetto al 2010, in linea col trend nazionale. Di fronte a questa situazione, che al momento non ci preoccupa affatto, -prosegue Scarpata- occorre sempre alzare il livello della nostra guardia, sincale, sociale, in difesa del lavoro sempre più precario, dello sviluppo industriale a singhiozzo e dei diritti dei lavoratori della nostra provincia.
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