Parla la Uil
di Giuseppe Savà
Ragusa – Sono 10.400 le ore di cassa integrazione in deroga autorizzate nel mese di Marzo 2011 in Provincia di Ragusa. Su un totale di 47.451 ore di CIG ordinaria, quella in deroga incide per un buon 22%. Il settore che ne beneficia di più è quello della piccola industria del territorio.
Giorgio Bandiera e Giuseppe Scarpata, della Uil, tracciano un bilancio del marzo scorso. La Cig in deroga è un intervento salariale per sostenere imprese e lavoratori non destinatari della normativa dedicata alla Cassa integrazione guadagni ordinaria. Si tratta dell’estensione dell’ammortizzatore sociale normale ai prestatori d’opera di piccole imprese, di aziende artigiane e del terziario, indirizzata anche al popolo sempre più numeroso nella nostra provincia dei lavoratori atipici.
“Nel trimestre Gennaio-Marzo 2011 autorizzate 30.000 ore per lo strumento in deroga, nei settori del commercio, dell’artigianato, dell’edilizia e soprattutto dell’industria nel nostro territorio -svelano Bandiera e Scarpata-.
La crisi iniziata nel 2008 colpisce l’economia di Ragusa anche nel
2011 e non accenna a completare il suo tristissimo ciclo. L’andamento degli accessi alla Cassa Integrazione, crescente sempre più, non sta risparmiando alcun settore del comprensorio ibleo. Il forte aumento della CIG in deroga, con distribuzione particolare per il manifatturiero e l’edile nella nostra Provincia, ci dà la rappresentazione di un tessuto industriale sempre più in difficoltà: le piccole e medie aziende che hanno tutte o quasi superato le 52 settimane di Cassa integrazione ordinaria transitano
nel 2011 in quella in deroga, confluendo per casi ristrettissimi (poche unità interessate) in quella speciale. La CIGS viene richiesta dalle imprese per fronteggiare gravi situazioni di eccedenza occupazionale che potrebbero portare a licenziamenti di
massa. A Ragusa l’intervento «speciale» di cassa integrazione è stato utilizzato per 700 ore, autorizzate nel mese di Gennaio 2011.
Il passaggio dalla Cassa integrazione guadagni ordinaria a quella in deroga conferma l’esistenza di una platea abbastanza larga di piccole e medie imprese che fronteggiano con lo strumento sociale
in «deroga» il calo continuo di commesse, di consumo e di mercato.
L’equivoco con i dati Cisl
I numeri della Cassa Integrazione Guadagni, estratti dal 27 rapporto Uil per il primo trimestre 2011, confermano che l’economia della Provincia di Ragusa è in evidente stato di sofferenza. Nessuna svolta epocale s’intravede all’orizzonte.
“Il dato di 153.000 ore autorizzate per i mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo 2011 per accedere ai benefici della Cassa Integrazione Ordinaria, seppur dimezzato rispetto al consuntivo dello stesso trimestre del 2010, la dice lunga sullo sviluppo del nostro territorio, sempre più incerto, sempre più insicuro, sempre più preoccupante”, afferma Giuseppe Scarpata, Uilcem Ragusa.
Ma c’è un giallo. In un precedente comunicato del 22 aprile la Cisl ragusana aveva fornito dati diversi: 70 richieste (47 Cigs e 23 mobilità) nell’intero 2010, già ben 48 (36 Cigs e 12 mobilità) nel solo quadrimestre gennaio-aprile 2011. A fronte di ciò i lavoratori per i quali è stata avanzata richiesta di Cigs e mobilità sono stati 310 nel 2010 (251 Cigs e 59 mobilità) rispetto ai 178 del primo quadrimestre di quest’anno (147 Cigs, 31 mobilità).
“In realtà – sostiene Scarpata, correggendo il tiro rispetto ai dati di quindici giorni fa – sono state autorizzate solo 700 ore di Cigs e solo per il mese di gennaio 2011. 700 ore diviso 30 giorni (4 settimane) ci dà 23 ore al giorno utilizzate, diviso 8 (orario medio industria), uguale 3 lavoratori in Cigs e non 147”, come dice invece la Cisl. L’equivoco nasce forse dalla confusione di tali dati con quelli della Cassa Integrazione in deroga.

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