Cronaca
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01/02/2026 11:13

Cassiera licenziata dopo 30 anni per non aver pagato un detersivo da 2,90 euro

Cosa è successo

di Redazione

Grosseto –  Un episodio apparentemente banale è costato il posto di lavoro a una dipendente storica di una grande catena di supermercati. La donna, con alle spalle circa trent’anni di servizio, è stata licenziata per non aver pagato un flacone di detersivo del valore di 2,90 euro, preso dopo che un altro identico si era accidentalmente rotto.

La vicenda si è svolta lo scorso settembre in un punto vendita di Grosseto. Al termine del turno, la cassiera – poco più che cinquantenne e con responsabilità familiari – aveva acquistato alcuni prodotti personali, regolarmente passati alla cassa. Poco prima di lasciare il negozio, però, uno dei flaconi le è caduto di mano, rompendosi sul pavimento. Preoccupata per il rischio che qualcuno potesse scivolare, la donna è rientrata nel punto vendita per avvisare il responsabile.

Secondo quanto ricostruito, dopo aver segnalato l’accaduto e parlato con il superiore, la dipendente avrebbe preso un altro flacone identico, uscendo dal negozio senza procedere a un nuovo pagamento, ritenendo la sostituzione concordata.

A distanza di alcuni giorni, però, la situazione ha preso una piega inaspettata. La lavoratrice è stata convocata dalla direzione aziendale e, per la prima volta nella sua lunga carriera, ha ricevuto una contestazione disciplinare. L’addebito formale riguardava proprio il mancato pagamento del secondo detersivo, ma la comunicazione era accompagnata da una decisione ben più grave: il licenziamento per giusta causa. Nemmeno un successivo incontro di chiarimento è riuscito a far cambiare posizione all’azienda.

A quel punto la donna si è rivolta al sindacato Filcams Cgil, che ha deciso di sostenerla legalmente. La vertenza è ora all’esame del giudice del lavoro. «Nessuno le ha mai chiesto di tornare a pagare quel flacone, né le è stato fatto notare l’errore», ha spiegato l’avvocato Paolo Martellucci, che segue il caso.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato del Partito Democratico Marco Simiani, che ha definito il provvedimento “ingiusto e sproporzionato”, sottolineando come sia difficile giustificare il licenziamento di una lavoratrice con trent’anni di servizio per un bene di valore così irrisorio.