Il tentativo, fallito, di affidare all’imprenditore comisano Saro Alescio per dieci anni rinnovabili il sito culturale
di Redazione
Ragusa – Una caduta rovinosa, senza rete, dopo un triplo salto mortale. Il sindaco di Ragusa Peppe Cassì ha deposto le armi, dopo il tentativo, durato un anno e mezzo, di affidare la gestione del lucroso Castello di Donnafugata, visitatissimo sito culturale del Comune (110.919 visitatori nel 2023), all’imprenditore comisano Saro Alescio, a capo della cordata “Logos società cooperativa” e “Civita Sicilia srl”. Oggi la notizia della rinuncia da parte del Comune all’affidamento.
I fatti
Il Castello di Donnafugata è un maniero di fine Ottocento di proprietà del Comune di Ragusa, su cui l’ente pubblico ha speso negli ultimi anni 5 milioni di euro per la manutenzione straordinaria. È un sito culturale in grado di fatturare 628 mila euro l’anno di biglietti di ingresso da parte di turisti e visitatori.
Il 30 luglio 2024 la Logos di Saro Alescio e Civita Sicilia propongono al Comune di Ragusa di assumere la gestione del Castello di Donnafugata.
Appena due giorni dopo, il primo agosto, in piena estate, il sindaco Cassì fa una delibera di giunta, in periodo di ferie, per avviare una procedura di affidamento a un privato gestore da individuare fra tanti, e il 12 agosto adotta una rettifica al bando pubblicato per 30 giorni per l’affidamento in coprogettazione della gestione del bene immobile.
La gaffe clamorosa
Il dirigente del Settore XII del Comune nella sua Proposta di deliberazione, la n. 317 del 23 luglio 2024 scrive: “Preso atto che con nota acquisita al Prot. N. 91007 del 30 luglio 2024, di Logos Società Cooperativa e di Civita Sicilia …”
Come fa il 23 luglio 2024 il dirigente del Comune di Ragusa a citare una proposta dei privati che sarebbe stata protocollata il 30 luglio, ovvero sette giorni dopo?
Un’offerta ridicola
Il Castello di Donnafugata incassa in un anno 628 mila euro di biglietti di ingresso, cui si aggiungono altri 17 mila euro per matrimoni, banchetti, servizi fotografici e simili, per un totale di 645 mila euro di incassi annui per il Comune.
È chiaro che l’Ente pubblico, per mantenere l’apertura del sito culturale, debba sostenere delle spese. E quanto costa al Comune il Castello? 385 mila euro l’anno. Basta fare una semplice sottrazione, ovvero 640 mila euro di incassi, meno 385 mila euro di spese, per scoprire che il Comune ha utili dalla gestione del Castello di Donnafugata per 260 mila euro l’anno, che diviso 12 mesi fa 21 mila euro al mese. L’offerta di Logos e Civita Sicilia consisteva nell’offrire al Comune 30 mila euro l’anno, ovvero 2500 euro al mese, per 10 anni, rinnovabili per ulteriori dieci. Meno di una casa di villeggiatura a Marina di Ragusa.
La promessa
La proposta di Civita prevedeva una riorganizzazione completa del Castello con nuovi orari di apertura, un piano di comunicazione strategico a livello nazionale e internazionale e un ricco calendario di eventi pubblici e privati. In cambio, il Comune avrebbe ricevuto un canone fisso di 30 mila euro l’anno, che dal quarto anno sarebbe stato integrato da una percentuale degli introiti della biglietteria.
Civita aveva proposto un investimento di circa 1,5 milioni di euro l’anno per dieci anni, l’assunzione di almeno 15 persone, pulizia, giardinaggio, comunicazione e interventi infrastrutturali.
L’intervento del Prefetto di Ragusa
A fronte di una polemica montante il Prefetto di Ragusa Giuseppe Ranieri convocò una riunione in Prefettura il 27 agosto 2024, anche perché tra i concorrenti che si affacciavano alla gara vi era addirittura l’ex Provincia Regionale di Ragusa, oggi Libero Consorzio comunale, ai tempi commissariato e presieduto dalla funzionaria regionale Patrizia Valenti.
La riunione prefettizia servì a mediare tra Comune di Ragusa e Libero Consorzio comunale di Ragusa e a stabilire un allungamento a 60 giorni (e non più 30) per la scadenza del bando per l’affidamento del Castello di Donnafugata, il Mu.De.Co e Palazzo Zacco.
Vince la gara di coprogettazione il privato promotore dell’affidamento: Logos e Civita Sicilia
Come ampiamente previsto, a vincere, fra le tre proposte pervenute al protocollo del Comune, è il favorito. Il primo aprile 2025 il Comune di Ragusa dirama un comunicato: “È quella presentata da Civita – Logos la proposta migliore per il Partenariato Speciale Pubblico-Privato per il Castello di Donnafugata”.
Saro Alescio e la sua cordata battono la ex Provincia di Ragusa e un altro privato che aveva concorso.
“Comincia infatti adesso una fase di concertazione con il proponente prescelto, nella quale si terrà conto delle proposte suggerite. L’eventuale accordo dovrà essere poi approvato dalla Giunta e dal Consiglio comunale” si legge nel comunicato del Comune di Ragusa.
Colpo di scena finale: il Comune di Ragusa ammette che non vi sono le condizioni di trasparenza
Il colpo di scena è di questi giorni.
Con determina n.608 del 5 dicembre scorso il dirigente del settore Cultura del Comune di Ragusa scrive che “non ricorrono, nel rispetto dei principi di trasparenza, legalità e buon andamento, i presupposti per la prosecuzione delle trattative finalizzate all’elaborazione di un accordo di partenariato pubblico-privato speciale da sottoporre al Consiglio Comunale ai fini dell’eventuale sua approvazione”.
Il sindaco ammette che il tentativo di svendere a un privato i gioielli di famiglia è naufragato:
“La procedura che avrebbe dovuto portare alla stipula di un accordo di Pspp (Partenariato speciale pubblico privato) per la gestione del complesso di Donnafugata e del Museo della città di Palazzo Zacco si è conclusa con una determinazione negativa degli uffici comunali -scrive Cassì-.
Espletate le diverse fasi previste e tenuto conto delle indicazioni fornite dalla Commissione esterna, appositamente istituita per la valutazione delle diverse proposte pervenute, il dirigente competente ha evidenziato la mancanza di presupposti per la prosecuzione della trattativa con la società che aveva formulato la proposta migliore, in tema di piano degli investimenti, manutenzioni programmate e rimodulazione del piano economico finanziario.
Abbiamo sempre sostenuto che la proposta di Partenariato pervenuta avrebbe dovuto superare il vaglio degli uffici, che avrebbero preteso il rispetto dei rilievi della Commissione, e poi quello eventuale del Consiglio comunale.
A smentita di chi ha alimentato sospetti e illazioni, anche da questo epilogo emerge la correttezza dell’iter seguito.
Rimango dell’idea che la collaborazione – e sottolineo collaborazione – di un soggetto privato nella gestione del Castello avrebbe potuto rappresentare un salto di qualità nella organizzazione della struttura, nell’interesse dei suoi fruitori, ma prendiamo atto oggi che la trattativa si è arenata”.
Ragusanews ha raccontato tutti i passaggi di questa vicenda sin dall’agosto 2024.
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