Cronaca
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26/05/2026 00:21

Catania: 93 kg di cibo sequestrati in 2 locali

Panificio e gastronomia sotto la lente della polizia.

di Redazione

Catania – Quasi 90 chili di prodotti, litri di vino e di olio non tracciati, irregolarità amministrative di vario tipo e persino una veranda costruita abusivamente e trasformata per somministrare alimenti ai clienti di una gastronomia. È quanto accertato dalla task force coordinata dalla polizia a Catania durante alcuni controlli che hanno riguardato due attività commerciali, un panificio della zona di via Dusmet e una gastronomia del quartiere Cibali, in cui sono state rilevate molteplici irregolarità di varia natura, con sanzioni per 24.000 euro.

Nel panificio è stata riscontrata la mancata tracciabilità di circa 63 chili di alimenti, in gran parte già preparati, e di 13 litri di vino. I prodotti sono stati sequestrati e il titolare sanzionato in quanto non è stato possibile determinare l’esatta provenienza della merce.

Ma è stata anche riscontrata l’assenza di idonea pulizia dei locali e la cattiva conservazione degli alimenti, insieme a criticità legate all’impianto elettrico e alla presenza di estintori non correttamente manutenuti. Inoltre il titolare era sprovvisto di autorizzazione per la vendita di alcolici. Tra le altre irregolarità: occupazione abusiva di suolo pubblico, la presenza di pubblicità non autorizzata e l’utilizzo di una bilancia pesa alimenti non conforme che è stata sequestrata.

Nella seconda attività controllata sono state rilevate irregolarità legate all’assenza totale dei prezzi e degli ingredienti relativamente ai prodotti di gastronomia venduti e la mancanza della tracciabilità di 22 chili di generi alimentari e di 23 litri di olio, privo di qualsiasi indicazioni sulla provenienza.

Anche in questo caso trovati estintori non correttamente manutenuti. Una veranda è risultata del tutto abusiva. All’interno era stata allestita una sala di somministrazione, occupando senza alcuna autorizzazione, una porzione del marciapiede. Riscontrate inoltre l’omessa iscrizione del titolare all’albo degli artigiani e la mancata esposizione dei prezzi.