Catena Fiorello racconta la sua giornata particolare a Scicli.
di Redazione


Scicli – Catena Fiorello racconta la sua giornata particolare a Scicli.
“Ho raccontato al signor Giuseppe – che gentilmente mi ha offerto e fatto assaggiare il suo pane cunzato “alla modicana” – di una sensazione imperiosa e puntuale: quando cammino per le strade della Sicilia mi sembra di visitare mille mondi. Ogni provincia, ma pure paesi confinanti, sono un universo a sé, cambiano dialetti, abitudini, modi di fare, e persino le caratteristiche umane assumono gestualità e rituali diversi. Scicli, dove ero stata sì e no due volte in vita mia, e sempre di corsa (tanto, ma tempo fa), mi ha travolta con la sua bellezza imponente. Che palazzi, che chiese, che ristoranti caratteristici (pure i negozi sono particolari e raffinati anche quando vendono souvenir!). Sono siciliana, troppo “siciliana”
A volte, dove questa peculiarità assume le tipiche sfumature di una figlia che vede nella propria madre solo virtù. Perdonate il mio amore viscerale, ma sappiate che i difetti della mamma li vedo anche io, solo che la perdono puntualmente perché so che quando manca non è mai colpa sua, ma degli umani che – talvolta – la rispettano poco.
Alla fine della mia mini-vacanza a Scicli sono passata da Modica, non potevo privarmi di un piccolo lusso/beneficio di cui avevo proprio bisogno. E là, Giuseppe, mi ha inebriato col suo pane speciale.
Allego una carrellata di foto significative.
Baci e abbracci a tutti/e.
A ‘nciminata vende e permette di gustare sul posto una carrellata di tipi di pane profumato, gustoso, fragrante, condito da urlo, e insomma, in una sola parola: spettacolare!”
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