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23/02/2008 16:12

Cavalcata 2008, fra tradizione e modernità

di Redazione

Fra tradizione e modernità. Presentata a palazzo Spadaro l’edizione 2008 della Cavalcata di San Giuseppe, quest’anno fissata eccezionalmente per la settimana successiva a quella della Pasqua, il 29 marzo.

Si tratta della prima edizione affidata all’organizzazione dell’associazione Memorial Peppe Greco e del suo patron Gianni Voi.

Diverse le novità introdotte quest’anno: una parte enogastronomica con i piatti tipici della Cavalcata, riletti dallo chef Aldo Longhi e dagli studenti dell’istituto alberghiero di Modica, la reintroduzione dei premi in denaro, dal primo al decimo posto, oltre ad un premio offerto dalla famiglia Voi e uno dell’Oipa, teso a sensibilizzare verso la tutela dei cavalli.

Previsto anche un calendario di “lezioni” per gli studenti delle scuole medie inferiori, per far scoprire alle nuove generazioni il metodo di cucitura dei manti in violacciocca che ornano i cavalli, bardandoli.

Una giuria valuterà le bardature più belle, in linea con la tradizione e rispettose degli animali.

La tradizionale rievocazione della fuga in Egitto di Gesù, Giuseppe e Maria, sul dorso di un asino. È una vera e propria “infiorata a cavallo”. La particolarità affascinante e fortemente scenografica, nonché olfattivamente inebriante di questa sfilata, è data dal fatto che le gualdrappe sono interamente ricoperte di fiori e anche le immagini riprodotte sulle stesse sono composte di fiori, a mo’di mosaico. Per i manti di fiori viene adoperata soltanto la violacciocca, sia perché è il fiore tipico della primavera ragusana sia perché è molto resistente e non appassisce in breve tempo dopo essere stato reciso. La tradizione vuole che i fiori siano cuciti uno accanto all’altro con pazienza e maestria su una tela, “anima” della gualdrappa. La preparazione di queste voluminose gualdrappe, siano i fiori incollati o cuciti, è un’arte che si tramanda di padre in figlio e rappresenta una occasione di incontro e collaborazione dal sapore antico durante la quale si riuniscono i nuclei familiari allargati solo ai parenti e agli amici più cari, quasi a proteggere quello che viene considerato un patrimonio di famiglia. La Cavalcata ha anche illustri riferimenti letterari. È identificabile, infatti, tra le pagine di “Conversazioni in Sicilia” di Elio Vittorini nel brano in cui il protagonista, insieme alla madre, ricorda la figura del nonno che “Era un gran cavaliere, più bravo di tutti qui nel paese”.