Attualità
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21/02/2011 13:12

Cecchi Paone e gli amministratori da operetta

Il problema non è l'omosessualità, ma i soldi

di Fedro

Alessandro Cecchi Paone
Alessandro Cecchi Paone

Modica – Ancora una volta, se non ci fosse da piangere sarebbe impossibile trattenere le risate rispetto a quanto accaduto in questi giorni a Modica e, soprattutto, a Milano.
Mentre gli amministratori della Città della Contea tentavano di promuovere le bellezze architettoniche tra una focaccia ed un pezzetto di cioccolato, a regalare loro gli onori delle cronache nazionali è stata una conferenza stampa di Alessandro Cecchi Paone.
Il giornalista, oggi showman dopo il suo recente outing, ha lanciato un anatema contro Modica, rea, a suo dire, di averlo esautorato dal ruolo di uomo immagine perché gay. Una dichiarazione che non poteva che suscitare l’attenzione dei mass media pronti a puntare il dito contro il Sud gretto ed antiquato, in cui basta la differenza di sesso per scavare un’autentica barriera.
La parte comica doveva però ancora arrivare, quando lo stesso Cecchi Paone, incalzato dalle reazioni della locale opposizione e di alcuni giornalisti locali più attenti, ha rivelato le vere ragioni del suo abbandono: il mancato rispetto di una promessa che i vertici dell’amministrazione modicana gli avevano fatto, rispetto al pagamento di una salata parcella alla società di comunicazione di cui è presidente il fratello, a compenso della sua prestazione, tutt’altro che gratuita e disinteressata.
Da qui l’inizio delle cattive figure per gli amministratori modicani; intanto l’aver consentito che un personaggio alla ricerca di visibilità a tutti i costi, sputtanasse la Città impunemente, rendendo vana ogni forma di promozione.
La seconda, ancora più grave, quella di aver mentito ai cittadini modicani, spacciando l’interesse di Cecchi Paone per disinteressato e gratuito, negando l’esistenza di un accordo non ufficiale di cui doveva economicamente beneficiare la società del fratello.
La terza, politica ed istituzionale, di non aver capito che il migliore testimonial del nostro territorio non è un attore o un giullare, ma la straordinaria fortuna che il buon Dio ci ha dato di avere tante risorse sia paesaggistiche e storiche che umane.
Il problema vero è che per farle emergere ci vogliono umiltà, lavoro, sacrificio ed un progetto amministrativo, non un pezzo di carta con il quale si nomina ambasciatore di millenni di storia il corsaro di turno che mira solo a saccheggiare la città ed a scappare via subito dopo.