Si chiamava Andrea Marcinnò
di Redazione
Perugia – «Qui c’è il calvario, qui c’è il Golgota, ma qui c’è anche la Pasqua di resurrezione»: don Pietro Ortica davanti alla piccola bara bianca in una chiesa gremitissima, tanto che molta gente è stata costretta a rendere l’ ultimo saluto ad Andrea Marcinno’ sostando sul sagrato, ha dato un significato messaggio alle viscere strappate che univano il piccolo ai suoi cari, a mamma Laura Iemolo, vittoriese, a papà Nicola, alle sorelline Roberta e Federica.
Circa 1.500 persone ai funerali, con tantissime persone in piedi all’esterno nonostante la particolare mattinata fredda. Nelle prime file della chiesa di S.Maria di Colle, i familiari, alcuni provenienti anche da Vittoria, terra d’origine dei genitori di Andrea e tanti, tantissimi amici, bambini della scuola elementare, genitori, autorità civili e militari: il sindaco Boccali che è tornato a testimoniare alla famiglia la solidarietà della città, il comandante dei Vigili Urbani Caponi.
Mercoledì Andrea è sfuggito al controllo del padre che stava parcheggiando la macchina in cui c’erano anche altre due sorelline. Andrea, curioso e ignaro del pericolo come può esserlo ogni bambino di quattro anni, è sceso ed ha attraversato la strada. Finendo contro la Seat Ibiza guidata da un 28enne ecuadoregno.
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