Aveva 80 anni
di Antonello Lauretta


Comiso – «Non c’è un unico modo di vivere la fede. Il nostro fratello si è distinto, nella vita terrena, per l’impegno nella professione, la costanza e la disponibilità nella società, la fedeltà e l’amore in famiglia, la schiettezza e la lealtà nei rapporti con gli altri. La sua vita è stata un servizio vissuto, per questa via, con autenticità al servizio di Dio e quindi fede”.
Sono parole di don Innocenzo Mascali, pronunciate nel corso della messa, celebrata nella basilica di Maria Ss. Annunziata, concelebrante don Giovanni Meli, durante le esequie di Salvatore “Turi” Catalano. Accanto alla moglie Concetta, i figli Biagio, Francesco, Maurizio e Carlo Luca, gli altri familiari, moltissimi amici e conoscenti hanno voluto rendere l’ultimo saluto a un uomo, perché tale è stato Turi Catalano prima d’essere apprezzato primario, attento politico, affettuoso marito e padre, che ha segnato come pochi un’epoca nella vita cittadina. Tutti lo ricordano come il sindaco di “Cruisetown” dal 1978 al 1984, quando il Governo italiano, nel 1981 diede l’okay all’installazione a Comiso, nell’ex aeroporto militare “Magliocco” del missili nucleare della Nato.
Una decisione sofferta quella del sindaco Turi Catalano. Socialista convinto, uomo di sinistra senza ombra di dubbio ma credente, con un alto senso dello Stato, scelse di stare con l’Occidente comprendendo le ragioni che stavano a monte di quella scelta governativa. Erano i tempi della guerra fredda, in una escalation continua delle superpotenze nucleari, Usa e Urss, a mostrarsi più forte dell’altra. Per il socialista di vecchio stampo, il cattolico convinto, l’uomo amante della pace, non fu facile gestire lotte pacifiste, pressioni politiche, logiche di ragion di Stato. Turi Catalano era anche un uomo ironico, dalla battuta a volte fulminante: seppe far fronte a quella contingenza anche con un sorriso, una tirata di sigaretta, una battuta al momento giusto, accompagnate a scelte e azioni politiche oculate.
Fu lui a rompere il monopolio del Pci al Comune presiedendo una giunta di centrosinistra (Dc, Psi, Psdi), conservando però il rispetto degli avversari. Primario al “Regina Margherita” del reparto di Otorinolaringoiatria, è stato altresì presidente nel 1976 del Comitato della festa di Pasqua e, dal 1978 confrate dell’Arciconfraternita del Ss. Rosario.
La Sicilia
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