La mamma: «All'inizio erano solo bronchioliti»
di Redazione
Mirano, Venezia – «Non ha mai perso il suo sorriso nonostante tutto. Ha riempito le nostre vite di amore e proprio con quel sorriso ci ha dato speranza e soprattutto la forza per andare avanti». Cerca le parole lentamente Giada Conte per descrivere la figlia Celeste, la bambina di due anni residente a Mirano deceduta sabato scorso. La mamma ci tiene a precisare quale fosse la malattia rara che le ha portato via per sempre la sua piccola, una forma di rispetto nei confronti della figlia e per tutto quello che ha dovuto passare malgrado la sua giovanissima età. «Celeste era affetta da ipertensione polmonare seria, una malattia rarissima che non colpisce solo i bambini, ma può manifestarsi a qualsiasi età» spiega la mamma. La patologia di cui soffriva la piccola è stata diagnostica lo scorso gennaio e da allora Celeste ha dovuto affrontare tanti ostacoli. Tutta la famiglia, oltre a mamma Giada e a papà Mark Mellendez, anche zii e nonni si sono stretti attorno a Celeste.
«Lo scorso ottobre Celeste ha iniziato a manifestare delle bronchioliti, una situazione che è durata fino a dicembre – spiega la mamma – si pensava inizialmente fossero le solite malattie legate alla sua età e prese all’asilo. Però quando al passare dei mesi le cure che solitamente si usano in questi casi non davano effetto, ho fatto vedere la bambina alla pediatra». La dottoressa si rende conto che i parametri della bimba non vanno bene e la fa ricoverare all’ospedale di Mirano. Qui fanno ulteriori accertamenti e la piccola viene trasferita all’ospedale di Padova. «Proprio dagli accertamenti hanno scoperto che Celeste era affetta da ipertensione polmonare, appunto una malattia rarissima. Da gennaio a marzo è stata ricoverata all’ospedale di Padova – continua la mamma – qui è stata in coma per quasi un mese e poi si è risvegliata. A marzo l’abbiamo riportata a casa, ma non è più stata bene». La bimba ha trascorso alcune settimane con i genitori, poi è stata nuovamente ricoverata all’hospice di Padova e poi è rincasata ancora. «I medici di Padova hanno anche provato una cura sperimentale, ma lei non si è più ripresa».
Giovedì scorso c’è stato l’ultimo episodio, quello più grave. Una crisi respiratoria dovuta a questa patologia, mentre la bambina era nella casa di Mirano assieme ai genitori. «Abbiamo chiamato il personale del Suem che è arrivato tempestivamente – continua mamma Giada – hanno provato per quindici minuti a rianimare Giada, ma il suo cuore non riprendeva a battere e lei non respirava. Dopo quindici minuti è ritornato il battito, ma Celeste non si è più svegliata. È stata trasportata con l’elicottero all’ospedale di Vicenza, ma mia figlia non si è più ripresa». In questi sei mesi tutta la famiglia si è dedicata alla piccola Celeste. «Ci tenevo ad essere precisa su quale malattia aveva mia figlia, perché la trovo una forma di rispetto nei suoi confronti, ma anche per far capire quello che ha dovuto sopportare negli ultimi sei mesi. Eppure lei non ha mai perso il sorriso e ha dato a tutti noi la forza di andare avanti».
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