Attualità
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08/07/2007 00:00

Centrosinistra fuori dall’Ato Ambiente

di Redazione

Da domani Gianni Vindigni potrà cominciare a lavorare alla gestione dei rifiuti. È stato infatti eletto presidente dall’assemblea dei soci di Ato Ambiente dopo che i sindaci del centrosinistra avevano abbandonato i lavori non ritenendo sufficienti le garanzie di partecipazione e di controllo proposte dai colleghi della Casa delle libertà. Per la prima volta il consiglio di amministrazione di Ato Ambiente prevede, così, componenti espressione di una sola coalizione. Per la verità sul nome di Vindigni non tutto il centrodestra si è mostrato concorde. I sindaci di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, e Giarratana, Pino Lia, si sono infatti astenuti non ritenendo sufficiente il curriculum del designato ed essendo anche stati costretti ad accettare la designazione del componente che per Statuto spetta ai comuni minori (la carica è stata attribuita al pozzallese Giovanni Manenti).
Vindigni diventa presidente in un momento assai delicato. Da oggi, ad esempio, la discarica di Scicli non smaltirà più i rifiuti prodotti da Modica, Ispica e Pozzallo. La spazzatura finirà nella discarica di Vittoria e ciò comporterà maggiori problemi nell’assicurare il servizio e un aggravio di costi (si passerà da 57 a 77 euro a tonnellata) che peserà tutto sulle tasche dei cittadini. Tra qualche settimana anche la discarica di Ragusa sarà satura e, in attesa della realizzazione della nuova vasca, anche il capoluogo conferirà i rifiuti nell’impianto di contrada Pozzo Bollente.
Nei giorni scorsi si è anche paventata un’emergenza rifiuti di proporzioni simili a quella che ha ammorbato la Campania. Spetterà al nuovo consiglio di amministrazione di Ato Ambiente evitare che ciò accada.
«Mi aspetta – ha ammesso Vindigni – un compito arduo. C’è solo da rimboccarsi le maniche e mettersi subito a lavorare».
Vindigni, espresso da Alleanza nazionale, sarà collaborato da un esecutivo composto da Giancarlo Cugnata (Forza Italia, vice presidente) e Concetta Vindigni (Udc). Del consiglio d’amministrazione fanno anche parte Giovanni Manenti (Mpa), Franco Muccio (Alleanza popolare), Ignazio Gafà (Forza Italia), Adriana Curcio (Alleanza siciliana).
Questo gruppo dirigente ha accettato la sfida di governare una macchina complessa come l’Ato sul cui futuro, tra l’altro, c’è solo incertezza. La Regione ha già celebrato il funerale di queste società ipotizzando dei consorzi le cui competenze sono però ancora molto sfumate.
I sindaci di centrosinistra (che non hanno ritenuto congrua la possibilità annunciata dal sindaco Piero Torchi di indicare due componenti del cda subito e un revisore dei conti nel 2009) si sono tirati indietro. Le loro dichiarazioni lasciano intuire la comparsa dell’opposizione anche nella gestione dei rifiuti: «Questa è una vera e propria occupazione di posti di potere» (Luigi Bellassai del Comune di Comiso); «Non ci sono le condizioni per esercitare un controllo democratico» (Bartolomeo Falla del Comune di Scicli); «Non intendiamo più sobbarcarci i ritardi e le responsabilità dell’Ato, chiederò una città pulita sin da subito» (Giuseppe Nicosia del Comune di Vittoria).
Al di là delle prese di posizione, il centrodestra e Gianni Vindigni si sono assunti un onere non indifferente. In quasi tutti i comuni le tariffe sui rifiuti sono aumentate in modo considerevole e i cittadini ora si attendono servizi più efficienti e puntuali.
Nel dibattito che ha preceduto la votazione, da segnalare l’intervento di Giancarlo Migliorisi, assessore all’Ambiente del Comune di Ragusa. Migliorisi ha tuonato contro il presidente uscente Tuccio Di Stallo («In tre anni non ha fatto niente») chiedendo espressamente che gli sia preclusa ogni eventuale consulenza con la società dei rifiuti.
Non tardano le prime reazioni politiche. Il presidente provinciale di Alleanza nazionale Carmelo Incardona si fionda contro il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, e il consigliere provinciale Fabio Nicosia. Il primo è accusato di aver agito sulla vicenda Ato «in modo scomposto per non dire ricattatorio», l’altro di essersi lasciato andare «a una serie di castronerie». I fratelli Nicosia sono accomunati da Incardona in un’unica considerazione: «Quando si hanno i nervi scoperti si arriva al ridicolo». Soddisfazione per le elezioni di Giancarlo Cugnata alla vice presidenza dell’Ato e di Giovanni Occhipinti al vertice del consiglio provinciale è invece manifestata dal commissario provinciale di Forza Italia Innocenzo Leontini.