di Redazione
Caro Moderatore,
visto che l’ha fatto Socrathe, perchè non farla io una bella analisi del voto?
Mi fermo, però, solo alla sinistra. Sono refrattario alla destra.
Fanne l’uso che ti pare. Saluti.
(TROVI UN’IMMAGINE CARINA ALL’INDIRIZZO:http://www.repubblica.it/trovacinema/rendercmsfield.jsp?field_name=Image&id=143534)
CENTROSINISTRA: 4 MATRIMONI PER UN FUNERALE
Quattro diverse strategie per dividersi i voti a sinistra. Quattro modi diversi per contribuire alla morte del centrosinistra a Scicli.
1. GIANNONE. Eletto al consiglio comunale con 290 voti nel 2003 nelle file dei DS. Già competitor di Falla al ballottaggio di 10 anni fà. Nonchè segretario cittadino dei DS. Alla nascita del partito democratico decide di dimettersi da consigliere e dare vita ad un lista civica. Chiaramente si prepara a competere per la poltrona di sindaco. Ne ha titolo. Sono passati 10 anni e il suo antico rivale non può presentarsi. Giannone è preside presso un Istituto Tecnico, è un buon parlatore (merce rara di questi tempi), conosce in maniera approfondita le problematiche cittadine. Confesso che sono rimasto colpito nel sentirlo parlare e fra tutti mi è sembrato il più adatto a fare il sindaco.
Una curiosità: nell’imminenza della campagna elettorale non ha provveduto nemmeno a portare la macchina al lavaggio. Io non lo faccio mai, ma se dovessi fare il sindaco di una città… chissà?
Presenta due liste, sembra si appresti ad arrivare agevolmente al ballottaggio e, invece, UN FLOP: 41 voti di preferenza il 4% come sindaco. ASSURDO!!
2. VENERINA. Confluita nel PD dalla prima ora, con le carica di consigliere provinciale ottenuta lo scorso anno nelle file della Margherita, sembra il personaggio più autorevole che il partito possa esprimere per la competizione amministrativa. Ma la segreteria del PD
eletta con i voti maggioritari della componente della CGIL non è a lei favorevole. Per estrometterla dalla corsa si cerca un personaggio esterno e carismatico da contrapporle. Qualcuno vorrebbe le primarie, come impone il partito. Ma la segreteria sa che il personaggio esterno non ha nessuna chance con le primarie (secondo me non ne aveva nemmeno dopo, ma è soggettivo). Alla fine, quando ormai sembra che sia tardi si decide per le elezioni, tempo 10 giorni. Un tempo così breve che non consente a nessuno di organizzarsi per partecipare, l’avrebbero potuto fare Susino e Giannone. Partecipa solo Mario. Quella che ai più sembrava una candidatura per amor di partito era invece sentita e partecipata, magari solo a livello interiore. Mario perde e, invocando una fantomatica primogenitura politica, abbandona la scena, come facevamo da bambini quando non ci facevano comandare. Il resto è noto: una corsa in salita contro il tempo e contro chi si era organizzato da un anno. Ego super partes.
Ah, queste elezioni all’improvviso!!!
3. BERNADDETTA. Una bella presenza. Un bel piglio aggressivo. Una bella voce. I giovani l’hanno trovata molto interessante. Vincere era pressochè impossibile, ma tentare non nuoce. Ritengo che almeno un posto da consigliere l’avrebbe meritato. Sarebbe stata una presenza che avrebbe movimentato le riunioni consiliari, sicuramente. Battagliera, mai doma. Peccato. Fra i fuori sede di sicuro l’unica che aveva una proposta politica valida.
4. SUSINO. L’alter ego di Falla. Entrato nella Margherita assieme a Falla, ne esce assieme a Falla. Per il rinnovo delle elezioni provinciali dell’anno scorso voleva essere presentato nelle liste della Margherita in concorrenza con la Padua. Lei, ovviamente, si è opposta. Non tutti sono disposti a dividere i frutti del lavoro con il figliol prodigo. In questo anno ha preparato la sua candidatura a sindaco. Al di fuori del PD. Ma ha mandato Falla all’interno. “Non sono il cavallo di troja della situazione” ha affermato il sindaco uscente regalandoci un’istantanea della sua visione dell’attuale scena politica. La mission di Susino: intercettare i voti che furono del sindaco uscente, arrivare al ballottaggio e poi vincere da solo. Ripetere la storia a distanza di 10 anni.
Ma il bravo attore non sempre ha il talento del regista. E la controfigura non sempre riesce a non far rimpiangere il protagonista. Susino non è Falla. Non ha la dialettica di Falla, non ha la capacità di arrivare alle persone semplici che ha Falla, non convince, non ne ha il carisma.
Ha rinunciato a partecipare alle primarie del PD. Forse perchè non era pronto, ma più probabilmente perchè temeva di perdere e quindi di dover rinunciare alla sua corsa. Ego super partes.
Peccato assistere a tanti errori commessi da persone potenzialmente capaci. Grandi umanità soffocate da strateghi politici inclini ai disastri.
Quattro protagonisti per un solo spettacolo.
Il funerale del centrosinistra a Scicli.
Anche se, per soli 11 voti e forse meno, si poteva raccontare un’altra storia.
Riccardo Alfieri
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