Manager e uomo di cultura
di Saro Distefano
Ragusa – Attesi alcuni interventi, del tutto sorprendenti altri. Tanti i relatori sul palco del Teatro Donnafugata in Ibla, a ricordare l’ingegnere Cesare Zipelli a due anni dalla scomparsa.
Nel convegno appositamente organizzato dalla sezione ragusana di Italia Nostra, altissimo è stato il livello delle relazioni, tutte finalizzate a delineare la figura di Zipelli da diverse, molteplici prospettive. Del resto, non è un caso se nella locandina e nel pieghevole di invito il Presidente di Italia Nostra, Giovanna Iacono, era scritto “omaggio ad un grande siciliano, un uomo mille anime”.
Se Giovanni Distefano, direttore del Parco Archeologico di Kamarina ha ricordato l’importanza fondamentale di Zipelli nella decennale campagna di scavi a Kaukana e nella stessa Kamarina oltre che nella realizzazione dell’antiquarium che sarebbe poi diventato il Museo Archeologico Ibleo, se Nunzio Tumino, direttore delle cementerie Colacem di Ragusa e Pozzallo ha ricordato il manager industriale, se Clorinda Arezzo restauratrice ha sottolineato la grande donazione di pezzi d’arte sacra del collezionista Zipelli a favore del Museo del Tesoro di San Giorgio ad Ibla, se Tonino Taverniti presidente degli industriali di Ragusa ha evidenziato il ruolo di Zipelli nello sviluppo, sin dagli anni ’60 del comparto in città, e si potrebbe continuare per almeno altri dieci relatori (Silvio Cassarino della soprintendenza, Francesca Gringeri Pantano del Museo dei Viaggiatori di Palazzolo Acreide, Patrizia Serra nuova dello scultore Carmelo Cappello, Rosario Alescio Presidente del Consorzio ASI di Ragusa, Giorgio Occhipinti del Centro Studi Feliciano Rossitto, Grazia Dormiente di Italia Nostra di Pozzallo, e fino al Presidente della Provincia Franco Antoci), un paio di altri interventi sono stati “illuminanti” per altri motivi.
Certamente lo è stato l’intervento di Carmelo Arezzo, nell’occasione in veste di Presidente della “Fondazione Cesare e Doris Zipelli, che ha non soltanto illustrato attività e progetti della fondazione creata dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa alla quale l’ingegnere Zipelli, pochi mesi prima di morire, aveva destinato una ricca collezione di antiche maioliche, quadri, ceramiche e soprattutto le oltre quattrocento antiche carte geografiche raccolte in oltre cinquanta anni di appassionata ricerca, ma Arezzo ha anche avuto l’occasione per poter inaugurare il sito Internet della Fondazione anticipandone anche la prossima sistemazione in idonei locali per essere fruita, come volevano Zipelli e sua moglie Doris, dall’intera collettività.
Estremamente interessante l’intervento della professoressa Francesca Bernardini, responsabile dell’”Archivio del Novecento” della Università La Sapienza di Roma, al quale l’ingegnere Zipelli aveva destinato l’intero suo carteggio con Stefano D’Arrigo, uno dei maggiori scrittori italiani del ventesimo secolo. E l’immenso carteggio, specie quello tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, quando cioè D’Arrigo strutturava l’epico suo e famosissimo romanzo “Horcynus Orca”, mostra l’aspetto meno conosciuto del manager, uomo di cultura, mecenate di artisti, collezionista, viaggiatore, ambientalista Cesare Zipelli; un aspetto molto riservato, a conoscenza solo di alcuni dei suoi tanti amici, quelli, cioè, ammessi alla frequentazione quotidiana della casa di via Maria Paternò Arezzo ad Ibla. Aspetti della vita di un giovane Cesare Zipelli che pur tra i tantissimi problemi tipici di chi è direttore generale di una industria moderna di oltre mille e cinquecento dipendenti, non farà mai mancare il suo sostegno, e non solo morale, all’antico compagno di banco che nella lontana Roma lotta con la depressione e la indigenza dello scrittore all’esordio, seppure destinato alla fama imperitura. Come del resto quel “grande vecchio”, come lo ha definito Bruno Occhipinti, presidente del Cral della Banca Agricola Popolare di Ragusa, ricordando un episodio del novembre 2005. “Eravamo in macchina sulla Ragusa – Donnafugata per raggiungere il Castello dove erano i pannelli che il Comune di Ragusa gentilmente prestava al nostro Cral impegnato nella realizzazione della mostra della antiche carte geografiche messe a disposizione da Zipelli. In quelle due ore trascorse tra andare e tornare dal Castello – ricorda Occhipinti – l’ingegnere discusse amabilmente con noi praticamente di tutto, e non dimenticherò mai le sue parole accalorate sulla necessità di tutelare il nostro più prezioso bene, ovvero il paesaggio e la campagna, ma per quanto accalorate, riferite sempre col sorriso. Un grande vecchio, appunto, come ce ne sono troppo pochi”.

© Riproduzione riservata