di Redazione
Torna a fare discutere la costruzione di un chiosco sulla spiaggia di Playa Grande da parte di un villaggio turistico. Un villeggiante, Rosario Baglieri, chiede al sindaco Falla di verificare l’estensione della struttura, che, a parere del residente, non è di cento metri quadrati, come affermato dal primo cittadino, ma cinque volte tanto. Baglieri chiede alla polizia municipale di verificare se esistono discrepanze tra la concessione rilasciata dal Comune (il punto ristoro al servizio del villaggio è previsto nel piano spiagge 2007) e la struttura costruita, che, a parere dello scrivente, somiglia più a uno chalet.
E di questo si preocupa Rosario Baglieri: «Cosa può dire il sindaco sul fondato timore che il punto ristoro della struttura privata diventi un esercizio aperto a tutti, per somministrazione bevande e ascolto mucica?» Baglieri si dice preoccupato del fatto che Playa «diventi un ammasso di autovetture che si paralizzeranno a vicenda, impediranno il passaggio di pedoni e l’accesso di mezzi di soccorso». Playa Grande nasce come villaggio privato negli anni Sassanta, e per molti aspetti ha mantenuto la sua identità «anomala» rispetto alle altre tre borgate di Scicli. La progressiva demanializzazione del suo territorio ha indotto nei residenti la preoccupazione che in estate Playa cessi di essere l’oasi di pace che era prima dell’avvento degli chalet, avvenuto nella metà degli anni Novanta.
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