Riceviamo e pubblichiamo
di Pasquale Bellia
Scicli – Anche se l’appartenenza è di tutti i cittadini – in quanto bene giuridicamente dello Stato – le spiagge da qualche decennio vengono “sfruttate”, sul piano economico ed ambientale, da singoli operatori titolari (?) di concessioni demaniali.
Le spiagge recintate aumentano: quelle libere si riducono.
I disagi per sovraffollamento di Borghi fermi in un tempo nobile quanto arcaico: generano disagio agli abitanti di sempre.
Le molestie per i rumori che si protraggono per l’intera notte fino al sorgere del sole il giorno dopo: rendono esasperante il vivere civile nei posti di mare.
Si può sapere per quanto tempo le strutture dannatamente già esistenti nel litorale sciclitano, hanno il diritto di superficie? Capite bene che se il diritto è lungo…si sono sentiti in dovere di cementificare e fare diventare il provvisorio, la costruzione “in precario” quindi smontabile: come la più solida delle stabilità.
Quello che ne risulta è un regalo d’uso di un bene comune a speculatori, personaggi non certo amanti e rispettosi del mare e dell’ambiente. Né che hanno riguardo e comprensione verso le persone che sono lì residenti da sempre, cui la divertopoli estiva reca solo nocumento.

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