Riceviamo e volentieri pubblichiamo
di Lettera firmata
Scicli – Né seduto né a letto, ormai quelle posizioni erano dolenti. Sulle vertebre dorsali qualcosa da giorni cresceva. Stanotte sentivo come due cori battere: uno antico, saldo al solito posto e l’altro dove questa massa dispettosamente cresceva.
Con il mio fido mezzo a pedali mi sono portato al pronto soccorso del Busacca con un po’ di diffidenza, avendo più volte letto su questo giornale le notizie di erosione del servizio.
Dopo un’attesa quasi inesistente, subito vengo fatto accomodare per la visita. Sfiducia subito svanita appena posta l’istanza di soluzione alla gentilissima signora medico della struttura. Diagnosi certa e intervento temporaneamente risolutore.
La dott.ssa Ragusa, di turno stamani, è stata di grande capacità e professionalità coadiuvata dalla vispa infermiera dal un viso molto dolce incorniciato da un caschetto di una geometria perfetta. L’intervento, spiegatomi in ogni momento durante le fasi di trattamento, è stato oltre che sanitariamente ineccepibile, nei modi cordiali: quasi affettuoso. Quelle due signore dentro le casacca bluette credo siano essenzialmente – oltre ogni perizia professionale – di grande umanità, umanità che solo l’essere mamma può favorire. Grazie ancora!
L’antibiotico prescrittomi per cura – dopo la medicazione della ferita e la dimissione – l’ho cercato in una farmacia di Scicli, dove cittadini facevano provviste di medicinali. Nell’aspettare il turno come nella gastronomia al supermercato, ho contato anche 16 diversi prodotti per una signora anziana sicuramente esente da ogni contributo, uscita poi con una busta di plastica dimensioni supermercato. Questa, però, è un’altra storia socialmente e eticamente condannabile, non apprezzabile in una sanità regionale alla deriva, peso dolente del SSNN, e che non voglio rovini la bella esperienza di stamani.
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