di Redazione
Una figura che sempre più diventa professionale.
La badante, o assistente familiare, entra a far parte delle famiglie con persone anziane o con problemi particolari di salute.
Da qualche tempo è stato istituito anche un albo nel quale sono inserite 62 badanti. La iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Equal” del Ministero del Lavoro con fondi comunitari. A gestirla è il Centro servizi “Aspasia” che opera presso i locali della cooperativa “Medicare”, in via Caronia a Ragusa.
Il progetto è partito come azione sperimentale in tre città italiane ed ha previsto uno sportello informazione, sia per gli anziani che richiedono assistenza in casa, sia per le badanti.
Il Centro è servito da un lato come luogo di formazione per le assistenti familiari e dall’altro come tramite tra la domanda e l’offerta, ha cioè messo in contatto anziani e badanti, attingendo all’albo che pian piano è stato stilato. Il primo corso di formazione ha visto la richieste di una cinquantina di persone.
Nella prima fase ne sono state ammesse a partecipare venti. Il progetto ha poi previsto l’inserimento nell’albo di quelle persone che avevano i titoli formativi specifici. Adesso, come detto, ce ne sono 62: non ci sono solo donne, ma anche gli uomini si occupano di assistenza familiare. Solo 6 sono gli stranieri.
“A quanto abbiamo potuto constatare – spiegano i responsabili del Centro -, gli anziani preferiscono avere badanti italiane. C’è una certa resistenza ad accettare gli stranieri, probabilmente anche per via della lingua”.
Eppure ci sono casi di badanti che nel loro paese erano infermiere professionali, ma che in Italia si sono viste costrette a fare da inservienti. L’età media va dai 30 ai 40 anni, ma c’è gente anche più grande che decide di fare questo lavoro. I contratti sono di diverso tipo, in base al servizio prestato.
Ci sono almeno due tipologie, la semplice compagnia e l’assistenza. Alcuni applicano il contratto ad ore, mentre altri preferiscono quello complessivo per l’intera giornata. Il “settore” non sembra conoscere particolare crisi, dal momento che c’è sempre richiesta di assistenti familiari.
Adesso, grazie ad un protocollo d’intesa, l’albo dovrebbe essere messo a disposizione del Comune di Ragusa.
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