Cronaca
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06/01/2026 08:26

Chi era Alessandro Ambrosio, il capotreno accoltellato a Bologna, sui treni come il padre

Dopo la laurea aveva deciso di intraprendere la carriera del padre, andato in pensione

di Redazione

Bologna – Era laureato in Statistica ma poi aveva deciso di seguire le orme del padre: lavorare sui treni. Alessandro Ambrosio, 34 anni, viveva ad Anzola dell’Emilia (Bologna) ed era un capotreno che lavorava sugli Intercity di Trenitalia. Poco lontano dal punto della stazione di Bologna dove è stato trovato il suo cadavere da un collega di Italo gli amici e altri colleghi sono rimasti attoniti e senza parole.

Nelle ore successive al delitto gli agenti della Polfer – che dividono quotidianamente gli spazi nelle stazioni con il personale di Trenitalia – avrebbero parlato anche con la sua fidanzata.

Guardando i suoi profili social emerge la grande passione per la musica. La vita sui treni per lui era stata una scelta legata al padre, ferroviere andato in pensione di recente e che aveva lasciato il «testimone» al figlio.
Ambrosio è stato ucciso nel parcheggio riservato ai dipendenti di Trenitalia ma si trovava in un vialetto accessibile anche ad estranei. Non era in servizio.

Non è ancora chiaro perché Jelenic Marin, 36enne croato ora ricercato per il delitto lo abbia colpito con una coltellata all’addome che lo ha ucciso: l’aggressione dovrebbe essere partita alle spalle del 34enne e non gli ha lasciato scampo. Non dovrebbe essersi trattato di una rapina ma gli accertamenti sono ancora in corso.

Quello che sembra certo è che il 36enne è un volto noto nella stazione di Bologna e nella vicina piazza XX Settembre, area spesso finita al centro delle polemiche per la sicurezza e anche per episodi violenti.