di Redazione
Stavolta una chiazza marrone, lucida, ha fatto la propria comparsa nel mare di Cava d’Aliga. E’ successo domenica mattina, in prossimità della zona conosciuta come la “timpa caduta” ed è stata ben visibile per tutta la giornata. Il problema del presunto sversamento di reflui da parte di ignoti in mare torna d’attualità dopo la denuncia fatta dal sindaco Falla alla Procura della Repubblica di Modica contro ignoti. Il primo cittadino ha ipotizzato che possa trattarsi di autobotti che nottetempo conferiscono in mare il contenuto che trasportano, reflui fognari, ma nulla è ancora emerso dalle indagini avviate dalle forze dell’ordine. La questione ambientale è diventata il punto di debolezza del “sistema Scicli”. Prima la discarica, poi le polemiche, spesso strumentali, sull’acqua potabile, ora il problema dei reflui in mare, con la denuncia dei Verdi di Modica e la psicosi del virus a Donnalucata. Da settimane diversi bagnanti segnalano la presenza di chiazze di colore giallastro in prossimità della grotta di Cava d’Aliga, un luogo molto suggestivo e meta di viaggi in barca. Domenica la chiazza lucida, di color marrone, che ha preoccupato i bagnanti, convincendoli a evitare di prendere il bagno. Resta la difficoltà di gestione di un territorio che consta di ben venti chilometri di costa, quattro borgate rivierasche, e probabili scarichi abusivi in mare da parte di proprietari di abitazioni, se non bidonville, costruite negli anni settanta. E’ questo il caso di Bruca, dove costruzioni abusive sulle dune conferiscono non solo le acque nere, ma anche le acque bianche (comprensive di detersivi) direttamente in mare. La riqualificazione ambientale di Scicli è il grande tema che la politica dovrà affrontare nella prossima legislatura, se non si vuole che le emergenze ambientali facciano soccombere la città. Il primo cittadino ha posto la questione all’autorità giudiziaria, riconoscendo che il problema esiste, ora ha anche scritto all’Arpa per chiedere controlli in ordine al ripresentarsi di un serpentone di schiuma fermentante in località Punta Pisciotto a Sampieri. Non è solo psicosi. Che vi sia una scarsissima considerazione e rispetto dell’ambiente è dimostrato da quanto successo proprio a Sampieri nelle giornate a cavallo di ferragosto. Ciò che non è di proprietà viene considerato non di tutti, ma di nessuno. E il risultato sono i cumuli di spazzatura che per due giorni hanno stazionato davanti a ombrelloni e pedalò.
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