Una macchia scura di grandi dimensioni
di Redazione
Scicli – Grandi, nere, brutte. Due chiazze sono apparse, ieri a mezzogiorno, nello specchio d’acqua antistante le frazioni di Cava d’Aliga, in territorio di Scicli, e Marina di Ragusa.
Prima una diceria, la notizia di un presunto inquinamento da reflui, poi l’allarme vero e proprio. Il forte vento e il moto ondoso importante che hanno funestato le coste non sono riusciti a “sciogliere” la chiazza nerastra. La persistenza della macchia in mare nonostante la forza dei flutti aveva fatto propendere per l’ipotesi di residui oleosi, petroliferi forse.
Sul posto si sono recati immediatamente il sindaco di Scicli, Franco Susino, e il commissario straordinario del Comune di Ragusa, Margherita Rizza. I due amministratori hanno chiesto l’intervento dell’Arpa di Ragusa, i cui tecnici, grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto di Pozzallo, hanno effettuato parecchi prelievi in più punti del tratto di mare antistante Cava d’Aliga e Marina di Ragusa.
Nel tardo pomeriggio gli esiti delle analisi dell’Arpa. E’ stato il sindaco di Scicli, Franco Susino, a rasserenare l’opinione pubblica: “In merito all’allarme suscitato oggi dalla presenza di una chiazza nel mare di Cava d’Aliga, il sindaco di Scicli, Franco Susino, comunica che nel tardo pomeriggio di oggi l’Arpa di Ragusa ha reso noti i risultati delle analisi prontamente compiute.
Non si tratta di inquinamento da idrocarburi, come temuto in un primo momento, ma di residui organici prodotti dal mare: sabbia e limo. La violenta mareggiata ha prodotto questo risultato visivo di grande impatto ma di nessuna pericolosità”.
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