Con una connessione 5G il tempo tra gesto del chirurgo e azione dela macchina è ridotto a 40 millisecondi.
di Redazione
Roma – Il chirurgo opera a Roma, mentre il paziente anestetizzato si trova su un lettino a Pechino. Ottomila e cento chilometri di distanza azzerati per due interventi di telechirurgia su altrettanti complicatissimi tumori renali, che nessuno al mondo ha mai tentato di eseguire a distanza. Il traguardo verrà tagliato il prossimo 4 giugno, durante la XXII edizione del «Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI» (CILR), il summit internazionale di riferimento per la chirurgia urologica mini-invasiva guidato da Vito Pansadoro all’Auditorium della Tecnica di Roma. Il congresso ospiterà una clamorosa tripletta medica: saranno ben tre gli interventi eseguiti a distanza e in tempo reale tra Italia e Cina, pronti a dimostrare che lo spazio fisico non è più un limite per la chirurgia.
LA TRIPLETTA
Un intervento sarà di prostatectomia, come quello eseguito per la prima volta due anni fa sempre durante un’edizione del CILR. Gli altri due saranno primati assoluti: i due pazienti verranno sottoposti a un intervento di rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore. In urologia, questa condizione rappresenta una delle vette più impervie della chirurgia avanzata: si verifica quando un tumore renale si insinua nella vena principale dell’addome, estendendosi fino alle porte del cuore. Mentre i pazienti saranno sul tavolo operatorio del PLA Hospital di Pechino, il chirurgo cinese Qingbo Huang guiderà il robot dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) di Roma. «Questo è un intervento molto complesso perché richiede, oltre all’asportazione del rene, anche la preparazione della vena cava, che è una vena enorme che decorre nell’addome, che va chiusa e incisa per l’estrazione del trombo», spiega Giuseppe Simone, direttore della UOC di Urologia dell’IRE e co-promotore del congresso. Innovazioni «Per compiere questa impresa serve una connettività 5G a latenza minima», sottolinea Simone. «Il minimo millisecondo di ritardo tra il pensiero del chirurgo a Roma e il movimento della pinza a Pechino – continua Simone – potrebbe comprometterne l’esito. Ma attenzione la sicurezza sarà garantita dalla presenza di un’equipe cinese pronta a intervenire in loco in caso di anomalie».
L’impresa sarà possibile grazie a due grandi innovazioni. «La prima è quella apportata dai robot cinesi che, a differenza di quelli americani, sono stati creati pensando alla loro utilizzazione in telechirurgia», spiega Pansadoro. «La seconda si deve al progresso della rete internazionale delle comunicazioni: se due anni fa, sempre al nostro congresso, nel primo intervento transcontinentale di prostatectomia radicale il gesto del chirurgo aveva un ritardo di 130 millisecondi, oggi per l’intervento di nefrectomia radicale con trombo cavale ci aspettiamo un ritardo del segnale di 40 millisecondi», aggiunge.
Siamo dinanzi al futuro della chirurgia robotica. «Un’innovazione che partirà come eccezionale strumento formativo e clinico per i Paesi in cui la robotica non è ancora sviluppata, ma che è destinata a ridisegnare la geografia della salute», ricorda Simone. La tecnologia è pronta. «Gli interventi transcontinentali entreranno nella pratica clinica prima di quanto possiamo immaginare!», assicura Pansadoro. Quello che manca in Italia, tuttavia, è una normativa che ne regoli l’esecuzione.
Nel frattempo al CILR Roma tornerà nuovamente a essere la capitale mondiale della robotica applicata alla medicina, attirando oltre 1.000 specialisti da 60 nazioni. Il menù scientifico è impressionante: circa 40 interventi chirurgici eseguiti dal vivo in tre giorni e trasmessi in diretta multi-schermo dall’IRE all’Auditorium. Lo spettro delle patologie trattate è vastissimo: 14 nefrectomie parziali, 10 prostatectomie radicali, chirurgie ricostruttive e ben nove casi complessi di trombi cavali.
MINIATURIZZAZIONE E IA
Oltre alla telechirurgia, i riflettori saranno puntati sulla miniaturizzazione delle piattaforme – con l’impiego di cinque sistemi robotici differenti, compresi i sistemi Single Port ad accesso unico – e sull’Intelligenza Artificiale.
«Abbiamo a disposizione in Europa una piattaforma robotica, single port, che permette di eseguire la chirurgia in un singolo processo, con una forma ulteriore di miniaturizzazione della robotica», spiega Simone. L’IA entrerà in sala operatoria non per rimpiazzare il fattore umano, ma come assistente predittivo basato su big data clinici, capace di supportare le decisioni del medico secondo per secondo. A guidare il congresso ci sarà una faculty stellare, che oltre a Pansadoro e Simone schiera pionieri mondiali come Richard Gaston (Bordeaux), Inderbir Gill (Los Angeles), James Porter (Seattle) e Xu Zhang (Pechino). Con questa ventiduesima edizione, Roma consolida il proprio ruolo di hub internazionale della medicina del futuro.
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