Protesta estrema
di Redazione
Noto – Non era una semplice minaccia nel clima di protesta che si è creato. Il sindaco, gli assessori, i consiglieri sono pronti a dimettersi qualora cominciasse il trasferimento dei reparti dal Trigona di noto al Di Maria di Avola. Una decisione ribadita e comunicata alle principali cariche politiche ed istituzionali: presidente della Regione Sicilia, presidente dell’ARS, assessore regionale alla Salute, direttore dell’ASP di Siracusa, presidente del Senato della Repubblica, deputati regionali, deputati nazionali, senatori della Repubblica, ministri Prestigiacomo e Alfano, Prefetto, questore, comandante provinciale dei Carabinieri, comandante provinciale della GdF, procuratore della Repubblica di Siracusa.
Continua ad essere alta l’attenzione sul Trigona di Noto, il sindaco della cittadina barocca, Corrado Valvo, ritiene inaccettabile la proposta di trasferimento dei reparti di Ortopedia, Ginecologia, Ostetricia, Pediatria nonché del Pronto Soccorso dal nosocomio netino a quello avolese, proposta che si ritiene in netto contrasto con i principi di economia, di efficienza ed efficacia, non coerente con gli investimenti per diversi milioni di euro effettuati nel presidio di Noto e soprattutto non suffragata da criteri oggettivi e razionali, ma dettati da inaccettabili “scelte politiche”.
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