Riceviamo e pubblichiamo.
di Lettera firmata
Ragusa -Gentile Direttore,
ci risiamo. Ragusa è nuovamente senza cinema. Una notizia che non può essere liquidata come una semplice vicenda commerciale, perché la chiusura dell’ultima sala cinematografica rappresenta una sconfitta per l’intera comunità.
Fa riflettere che una città capoluogo, ricca di storia, arte e riconosciuta a livello internazionale per il suo patrimonio culturale, non riesca a garantire ai propri cittadini un luogo dove vivere l’esperienza del cinema. Non si tratta soltanto di proiettare film, ma di preservare uno spazio di aggregazione, di confronto e di crescita culturale.
È paradossale che si parli tanto di valorizzazione del territorio, di turismo e di qualità della vita, mentre si assiste, quasi con rassegnazione, alla progressiva scomparsa di presìdi culturali fondamentali. Il rischio è quello di trasformare Ragusa in una città bella da visitare, ma sempre più povera di occasioni di vita culturale per chi la abita ogni giorno.
La domanda che dovremmo porci è semplice: è normale che una città di queste dimensioni debba rinunciare a un cinema? La risposta, a mio avviso, è no. Ed è per questo che il silenzio che accompagna questa vicenda appare ancora più preoccupante.
Mi auguro che questa ennesima chiusura non venga archiviata come un fatto inevitabile, ma diventi l’occasione per avviare una riflessione seria e, soprattutto, per trovare soluzioni concrete. Perché una città che perde i suoi luoghi di cultura perde anche una parte della propria identità.
Ragusa merita di più. E i suoi cittadini meritano di non dover lasciare la propria città ogni volta che desiderano sedersi davanti a un grande schermo.
Una cittadina amareggiata
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