Lettere in redazione
|
15/02/2013 20:14

Christian Catera: Vorrei un Papa nero per Scicli

array(1) { [0]=> string(5) "30311" }

Riceviamo e pubblichiamo

di Christian Catera

Meteo: Scicli 10°C Meteo per Ragusa

Scicli – Pensate se, un giorno, da una  finestra di Via Mormino Penna, i politici che hanno dominato la scena elettorale negli ultimissimi anni, annunciassero la volontà di abdicare in blocco.

Perché, visto che gli sciclitani hanno scelto liberamente la classe politica che meglio li rappresenta? E’ vero, alle ultime elezioni comunali il suffragio è stato quasi universale, per le forze centriste.

Ma anche Benedetto XVI, o meglio cardinal Ratzinger, era stato eletto dai suoi colleghi (più propriamente, scelto dal Signore) con una maggioranza bulgara. Alle scorse comunali vinse Susino con un netto 56 % su Cannata, Padua e Catera.  Il conclave del 2005 sancì invece  la vittoria di Ratzinger con ben 84117 voti su Bargoglio, Law, Biffi e Tettamanzi.

Siamo nel 2013 d.C e  la chiesa non è cambiata.  Siamo sempre  nel 2013  e anche Scicli è sempre la stessa.

La chiesa non riconosce ancora  i diritti degli omosessuali, le unioni civili, l’uso del profilattico e tanto altro ancora. Anche Scicli, in fondo, è sempre quella: macchine che vanno in fiamme, strade degne della Parigi-Dakar, servizi che non funzionano, circolazione congestionata, verde pubblico non curato, campi sportivi fatiscenti,  e la lista di cio’ che non va sarebbe piu’ lunga  persino di un testo sanremese di Elio e le Storie Tese.

Adesso, al netto di tutte le teorie complottistiche da talk-show, il Papa pare essersi dimesso perché qualcosa, all’interno della chiesa, non andava e aveva intenzione di cambiarla; non tanto nella forma, quanto nella sostanza.  Ma non ci è riuscito, non per dolo ma per colpa. E la chiesa, se vuole continuare ad essere portatrice di valori autentici e indistruttibili, oltre che condivisibili, ha bisogno di rinnovare sé stessa e i suoi dogmi.

Scicli, al netto di tutte le ideologie politiche (anche queste troppo spesso ridotte a guizzi  da talk-show), per rimanere fedele alla sua definizione di città bella “perché è bella una città in cui la gente è felice”. 

Magari non sarà necessario, per risollevare Scicli, un “Papa Nero” (che la chiesa invidia tanto agli americani), ma basterà semplicemente una buona guida laica, in grado di rendere moderna una  città che troppo sa di vecchio.

Insomma, anche Vittorini ci ha obbligato alle sue (a volte) un po’ noiose divagazioni sulla nostra città, inserendo quel “forse” che non permette ancora a Scicli di essere classificata come la città più bella del mondo.

Quando, magari, con una nuova classe politica, un Papa Nero farà visita a Scicli, accolto da una città ricca, ospitale e curata, Scicli meriterà di essere proclamata seriamente la più bella città del mondo.