Cronaca
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31/07/2008 17:36

Ci uccidiamo insieme. Ma lui non mantiene la promessa

di Redazione

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All’ufficio servizi sociali del Comune di Scicli c’è un faldone dedicato alla vicenda umana dei coniugi Ballestra. Da oggi esiste un fascicolo anche alla Procura della Repubblica di Modica.
Ilario, il barista 64enne che ha tolto la vita alla moglie 85enne, Elisa Riccio, era noto a Scicli: per il suo accento francese, per il volto rugoso di chi vive un’esistenza disperata. Sempre a parlare della moglie, che non usciva più di casa, che soffriva di depressione.
Una vita di stenti, nella vecchiaia, dopo che i due avevano peregrinato in lungo e in largo per la Penisola, per aiutarsi a vivere l’un l’altro. Qualche anno fa il ricavato di una litografia di Franco Battiato servì a spesare l’operazione agli occhi di Ilario. Una rete di solidarietà attivata dal Brancati, presso il cui caffè letterario Ilario lavorava, aveva tentato di aiutare questi due anziani disperati.
Ora Ilario ed Elisa  vivevano in un villino il cui affitto era pagato dal barista dove Ilario lavorava. Ma la depressione della moglie, lo stato di scarsa salute in cui versa l’uomo, la sua esperienza con l’alcol, avevano portato i due in un vicolo cieco. Qualche assegno di sussistenza dal Comune, poche centinaia di euro, il senso di colpa dell’uomo, che a volte andava a lavorare di notte, lasciando lei sola a casa. Lei che sola non voleva stare. Poi le lettere, sequestrate oggi dai carabinieri. Quelle in cui avrebbero deciso di uccidersi insieme. Ma lui non avrebbe mantenuto la promessa.