Investitura della squadra nella quale è dal 2019: “Per me si tratta di un passo naturale: qui è come stare in famiglia”
di Redazione
Ragusa – L’ultimo italiano a podio (nel 2021, secondo posto alle spalle di Egan Bernal), il secondo miglior piazzato quest’anno (nono, dietro a Davide Piganzoli) e, soprattutto, supercombattivo dell’intera edizione: il Giro d’Italia 2026 ha confermato che, a dispetto dei quasi 39 anni, il ragusano Damiano Caruso è ancora competitivo al punto che qualcuno potrebbe pensare a un dietrofront rispetto all’intenzione di ritirarsi a fine stagione. Invece non sarà così, ma ciononostante il siciliano dovrebbe in qualche modo restare in gruppo nel 2027.
Il ruolo di Caruso nella prossima stagione
Prima però, appunto, c’è una stagione da chiudere al meglio, possibilmente in trionfo (comunque vada) sugli Champs-Elysées in occasione dell’epilogo del Tour de France 2026. Già, perché il classe ’87 dovrebbe disputare anche la Grande Boucle, stavolta al servizio di Lenny Martinez, capitano designato, e del luogotenente Antonio Tiberi (che non dovrebbe curare la classifica generale, bensì andare a caccia di tappe): ciò che praticamente è stato fatto con massimo profitto in questa Corsa Rosa prima per Santiago Buitrago, una delle tante vittime della maxi caduta occorsa nella tappa 2, e poi per la sorpresa Afonso Eulalio, che ha così potuto difendere la sua maglia bianca.
Poi, per Caruso, calerà il sipario su una carriera vissuta attraversando diverse ere del ciclismo italiano: da giovanissimo gregario di Ivan Basso a compagno in Nazionale di Vincenzo Nibali fino a totem di orgoglio e resilienza nei recentissimi anni piuttosto complicati nei Grandi Giri. A partire dal 2027, come da annuncio della Bahrain Victorious, per Caruso comincerà un’altra vita: quella da direttore sportivo in ammiraglia, notizia commentata così dal siciliano.
“Per me si tratta di un passo naturale. Sono con la Bahrain Victorious dal 2019 e nel corso degli anni questa squadra è diventata una famiglia. In tutto questo tempo ho sempre cercato di aiutare i corridori più giovani, di condividere la mia esperienza e di fungere da ponte tra i corridori e la dirigenza, quindi sotto molti aspetti questo nuovo ruolo mi sembra una continuazione di ciò che ho già fatto finora. Vorrei ringraziare – continua Caruso – la dirigenza e tutti quelli del Bahrain Victorious per avermi dato l’opportunità di continuare questo percorso con la squadra dopo la mia carriera agonistica. Significa molto per me poter rimanere parte di questo progetto e continuare a lavorare con i nostri corridori, aiutandoli a crescere e condividendo non solo la mia esperienza e le mie conoscenze, ma anche la passione e i valori che questo sport mi ha trasmesso nel corso della mia carriera”.
Dunque, un nuovo inizio è all’orizzonte per Caruso, non prima però di aver chiuso al meglio la stagione in corso: magari inseguendo quella vittoria finora non ancora arrivata nel 2026, tanto per chiudere in bellezza.
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