Economia
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05/03/2026 17:41

Ciclone, mareggiate e caro gasolio, l’annus horribilis per la pesca siciliana

Ciclone, mareggiate e caro gasolio. Come inizio per il 2026 non c'è male.

di Redazione

Ciclone, mareggiate e caro gasolio. Come inizio per il 2026 non c’è male.
La pesca siciliana, da Portopalo a Mazara, si trova schiacciata tra fattori naturali e geopolitici che sfuggono al controllo degli operatori.

 

L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio tornato a correre oltre gli 80 dollari al barile, ha fatto esplodere un problema già drammatico: il costo del carburante per i motopesca. Un settore che vive di margini minimi si ritrova ora schiacciato da spese insostenibili, mentre il maltempo degli ultimi mesi ha già messo in ginocchio flotte, porti e imprese.

Per le marinerie dell’Isola, provate da mesi di maltempo e da un mare sempre più ostile, questo nuovo scenario rischia di essere il colpo finale. Per questo motivo le associazioni regionali di categoria, che da tempo lamentano le difficoltà del comparto, sono tornate in campo in modo più incisivo chiedendo il sostegno della Regione. Non solo per portare all’attenzione dell’Ue situazioni croniche che sono di competenza comunitaria, ma per chiedere aiuti immediati, interventi che il governo regionale può adottare come misure straordinarie.

Da dicembre le marinerie siciliane affrontano un susseguirsi di mareggiate che ha devastato porti, danneggiato imbarcazioni e costretto le flotte a lunghi periodi di fermo. Le condizioni meteomarine avverse hanno impedito per settimane qualsiasi attività regolare, con un crollo del reddito per imprese ed equipaggi. Il mare, quando finalmente concede una tregua, non offre, però, condizioni favorevoli: i fondali sono invasi da detriti trascinati dalle tempeste, le reti si intasano, le attrezzature si guastano e fenomeni anomali di mucillagine, insoliti per la stagione, rendono più difficile ogni operazione.

Ma quali sono le misure straordinarie richieste? Ristori, misure compensative, interventi per ripristinare la piena operatività dei porti, sostegni per fronteggiare l’aumento dei costi.