di Redazione
Cinque cassonetti a fuoco, tre in via dei Lillà, due in via Cesareo, dietro l’incrocio con semaforo di viale I Maggio a Jungi.
Altra notte di fuoco a Scicli, dopo l’incendio di una Peugeot in via Passiflora, sempre a Jungi, forse per motivi passionali.
Stavolta sono andati a fuoco due cassonetti siti di fronte
Semplice vandalismo o volontà di creare confusione rispetto a messaggi passati, e, c’è da temere, anche futuri?
Da dodici anni a questa parte sono centinaia i cassonetti incendiati a Scicli, a tal punto che il Comune è stato costretto a prevedere sistematicamente una spesa in bilancio per il rinnovo del parco cassonetti del servizio di nettezza urbana. Gli ultimi cinquantaquattro nuovi cassonetti sono stati acquistati nel 2005. Proprio a causa della ricorrenza con cui vengono incendiati, il Comune si era deciso a operare un ricambio complessivo del parco cassonetti dell’ecologia, sostituendo quelli in polietilene, facilmente infiammabili, con quelli in lamierino zincato. Purtroppo, i camion compattatori non riescono a sollevare questi ultimi quando sono particolarmente carichi di rifiuti. Il danno dell’incendio ai tre contenitori ammonta a qualche migliaio di euro per il Comune. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Modica e i carabinieri. Per avere ragione dei tre roghi è stato necessario il lavoro di un’ora per i due mezzi dei pompieri intervenuti, costretti a inseguire gli ignoti incendiari lungo il raggio di appena un chilometro. C’è il rischio che qualcuno abbia interesse a disorientare e a far perdere le tracce in una situazione in cui a bruciare forse è più di una persona, e per ragioni diverse tra loro.
L’orario degli incendi è il solito. A Scicli si brucia sempre prima delle due di notte, quando qualcuno potrebbe aver visto. Ma già dalle dieci, di settimana, c’è sempre, è proprio il caso di dirlo, il coprifuoco.
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